Combattere la leucemia con un nuovo farmaco

leucemia farmacoLa nuova terapia contro la leucemia acuta è così efficace da  aver avuto l’ok dall’Ema, l’Ente europeo che si occupa dell’approvazione dei farmaci, ben due anni prima rispetto alla tabella di marcia. Grazie a questo farmaco, il Zalmoxis, è possibile eseguire il trapianto da un donatore parzialmente compatibile senza la necessità di immunosoppressori post operatori.

Con questa innovativa terapia cellulare si elimina il rischio di rigetto, il problema più grande in queste circostanze: solo in un caso su quattro è possibile trovare un familiare con il midollo osseo compatibile, e per evitarlo, fino ad oggi, veniva somministrato un immunosoppressore con l’obiettivo di placare l’aggrssività delle cellule trapiantate.

Con Zalmoxis tutto è diverso: da un familiare parzialmente compatibile vengono isolate e modificate geneticamentele cellule che dovranno eliminare quelle malate. Questa mutazione, ovvero il trasferimento di un gene chiamato suicida-inducibile,  permette una migliore e forse più sicura guarigione dalla leucemia.

L’innovativo processo dà il via alla ricostituzione del sistema immunitario con risultati estremamente positivi proprio come ha dimostrato la ricerca italiana condotta all’Ospedale San Raffaele di Milano pubblicata sulla celebre rivista scientifica Science translational medicine.

Il medicinale è particolarmente indicato contro le forme di leucemia acuta, cioè quelle che aggrediscono l’adulto e che non cronicizzano ma sfortunamente progrediscono.

In queste versioni ad alto rischio l’unica possibilità di guarigione è data dal trapianto di midollo osseo. In Italia il farmaco non è ancora disponibile ovunque ma si auspica possa diventarlo a breve, in attesa che venga completato il percorso burocratico dell’Aifa.

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Banche italiane: sofferenze e tassi negativi

bankCosa accadrà al già in bilico mondo delle banche italiane? I tempi non sono per niente buoni e questa volta nè le fondazioni bancarie nè la Cassa depositi e prestiti potranno fare qualcosa per salvare le società in crisi e assorbire i prestiti in sofferenza.

Il loro obiettivo è sbloccare la situazione innescando una serie di reazioni a catena senza l’aiuto dello Stato.

Le 8 principali banche italiane valgono in Borsa 60 miliardi di euro e conservano 62 miliardi di crediti in sofferenza svalutati già del 59%.

E’ ancora da decidere, invece, il destino delle 4 banche minori del Centro Italia, quindi Etruria, Ferrara, Marche e Chieti, perchè oggi non fanno gola a nessuno.

Il Monte dei Paschi di Siena è sospeso, mentre Unicredit ha bisogno di almeno 5 miliardi di euro per risollevarsi e di un nuovo amministratore delegato. La ricerca è lenta e faticosa e le fondazioni faticano a sopravvivere: Penati vorrebbe l’esclusione degli azionisti mentre lo sceicco di Abu Dhabi, socio principale con il 6,5%, e i libici, con il 4%, creano non pochi problemi.

Non dimentichiamo la Bce: da una parte fa pressione per aumentare i capitali significativamente, dall’altra applica rigidamente il bail-in. Una mossa che mette alle strette le aziende italiane già barcollanti.

Mario Draghi, Presidente della Banca centrale europea, dal canto suo, ha cercato di porre rimedio con un flusso importante di moneta liquida. Ha così evitato un’altra crisi ma, al contempo, ha penalizzato l’intero sistema bancario italiano.

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Oggetto d’amore di Edna O’Breien

love books
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Conosciuta e amata per i suoi romanzi, Edna O’Breien oggi ci presenta il suo ultimo lavoro in una forma diversa e più breve: questo libro offre una selezione dei suoi miglior racconti scritti tra il 1968 e il 2011, molti dei quali inediti in Italia.

La  O’Breien riporta il lettore nella sua amata campagna irlandese dove è nata e cresciuta, per poi allontanarsene scrivendo di luoghi moderni e cosmopoliti come New York e Londra,  dove donne brillanti e coraggiose vivono le loro vite tra gioie e dolori.

Donne deluse, ferite e ribelli che la scrittrice racconta in tutte le loro sfumature, pagine ricche di sensibilità e di coraggio.

Il primo racconto, quello che dà il titolo al libro, Oggetto d’amore, narra dettagliatamente le vicissitudini di una storia d’amore, dall’inizio alla fine. Scompone la relazione in attimi e gesti, che possono sembrar inutili ma che, invece, risultano fondamentali per capire le dinamiche di una tormentata passione fra due sconosciuti.

In Bagordi irlandesi, la protagonista è Mary emozionata ed impaziente, considerata l’alterego di Edna, che si prepara per la sua prima festa, in opposizione al duro contesto in cui vive, quello rurale con tradizioni e regole vecchie come il mondo.

E poi ci sono Eily che nel capitolo La donna scandalosa, ha perso la sua verginità con un mascalzone e per questo additata e allontanata da tutti, e la giovane protagonista senza nome del racconto Paradiso che per la ricchezza ed il benessere sceglie di trascorrere il suo tempo con un anziano playboy.

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Dove essere pensionati conviene

Pensioni 2014 sesso settore uomini donne pubblico privatoDi solito partono per non tornare. Parallelamente alla fuga dei giovani cervelli italiani, è in atto quella dei pensionati che decidono di lasciare l’Italia per trasferirsi all’estero dove la loro pensione vale di più.

La tendenza è confermata dall’Inps che spedisce ogni mese 470 mila pagamenti all’estero.

Nella maggior parte dei casi la destinazione degli assegni è rappresentata da quelle nazioni in cui gli italiani sono emigrati in passato senza rinunciare, però, alla cittadinanza, e quindi Canada, Argentina, Australia, ma anche Svizzera, Germania e Belgio.

Ma il dato davvero interessante è quello registrato negli ultimi anni: sono oltre 36 mila i pensionati che hanno lasciato il Paese tra il 2003 e il 2013, e 5435 quelli che l’hanno fatto solo nel 2014.

Le mete preferite sono la Costa Rica, la Thailandia, la Tunisia, la Bulgaria e le Canarie.

Vediamo tutto quello che c’è da sapere prima di partire.

– Se il pensionato mantiene la residenza italiana, dovrà pagare qui le sue tasse, se invece risulta residente all’estero per almeno 183 giorni all’anno sarà soggetto al fisco dello Stato dove risiede.

– Se la nazione scelta è tra quelle convenzionate con l’Italia per evitare la doppia imposizione, il pensionato può ottenere una detassazione totale o parziale della pensione.

– Per ottenere l’assistenza sanitaria nei Paesi Europei, in Svizzera, in Islanda, in Norvegia e in Liechtenstein ( Spazio economico europeo) bisogna trasferire la residenza nello Stato estero e compilare il modello S1 che si scarica sul sito del Ministero della salute e va presentato all’ufficio assistenza sanitaria all’estero.

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Esiste davvero la sindrome del cuore infranto?

Cracked heart
Cracked heart

La scienza l’ha dimostrato: il crepacuore esiste. Si chiama sindrome tako-tsubo ed è un disturbo particolarissimo che può nascere dopo un grave stress fisico ed emotivo.

Il cuore sottoposto ad una forte emozione si contrae in modo eccessivo assumendo la tipica forma di un vaso giapponese usato come trappola per polpi, il tako-tsubo appunto.

I sintomi sono quelli dell’infarto, e quindi dolori al petto, respiro corto e affaticamento.

Fortunatamente, però, non causa danni permanenti alle cellule cardiache, ed il recupero completo avviene in circa 30 giorni.

Le statistiche dimostrano che  in due casi su dieci, il paziente che arriva trafelato in ospedale per un sospetto infarto ha invece la sindrome tako-tsubo.

I primi controlli effettuati sono l‘elettrocardiogramma e le analisi del sangue, per monitorare gli eventuali danni e l’evoluzione dell’evento. Viene poi eseguita una coronarografia per verificare la presenza di placche o danni alle coronarie.

Se questi esami danno esito positivo si passa alla classica prova del nove: l‘ecodopple cardiaco. Grazie a questa approfondita ecografia il medico può controllare l’effettiva forma assunta dal cuore: se appare sullo schermo l’inconfondibile vaso tako-tsubo siamo in presenza di un evento cardiaco da sindrome del cuore infranto.

Per facilitare la diagnosi ed arrivare ad una conclusione più velocemente è importante riferire al medico se di recente o il giorno stesso si è subito un forte stress tale da causare questi sintomi.

La terapia viene cominciata subito ed è un mix di farmaci che ha l’obiettivo di bloccare all’origine il meccanismo che provoca l’iperattività del cuore.

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Il bicentenario della nascita di Charlotte Brontë

CBronte_2495332bIl 21 aprile si è celebrato il bicentenario della nascita di Charlotte Brontë, la famosa autrice inglese di indimenticabili romanzi : dal capolavoro Jane Eyre alla romantica Shirley.

Una scrittrice dell’Ottocento più moderna che mai.

Cosa scoprono le donne che oggi leggono opere scritte due secoli fa?

Charlotte Brontë, terza di sei figli, nacque nelle brugherie dello Yorkshire nel 1816. Cominciò a scrivere giovanissima insieme alle sorelle, Anne ed  Emily, quest’ultima famosa per l’intramontabile Cime Tempestose.

Charlotte, Emily e Anne pubblicarono alcune opere sotto gli pseudonimi di Currer, Ellis e Acton Bell.

L’autrice si sentiva oppressa e inadeguata nel suo corpo da giovane adolescente, ma come la sua eroina Jane Eyre, riuscì a trovare il suo posto nel mondo grazie alla sua incredibile forza d’animo e al dono dell’ironia.

Era profondamente convinta del fatto che la cultura e l’intelligenza l’avrebbero portata al successo, all’agoniato riscatto sociale. Oggi, in tempi in cui le donne lottano per i propri diritti, i romanzi di Charlotte Brontë risultano essere tanto contemporanei quanto lo furono in passato.

L’assoluta modernità dei suoi libri sembra essere quasi più avanti di molte opere odierne, dove la donna per sentirsi completa ha bisogno di essere salvata da un uomo, come racconta la recente serie After di Anna Todd o la saga di Twilight di Stephenie Meyer.

Tutto il contrario di ciò che scriveva Charlotte: nelle sue storie le donne riuscivano ad imporre la loro personalità nonostante il maschilismo e la repressione sociale vittoriana.

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Un’oasi di serenità rosa e azzurra

margheritaIn primavera ormai inoltrata sboccia in tutte noi quella voglia di dare un tocco di colore a  balconi e giardini con piante e fiori colorati.

Se sei sempre aggiornata sulle tendenze saprai che i colori del 2016 sono il rosa e l’azzurro, tinte che ispirano calma e serenità.

Se scegli il rosa, la margherita farà di sicuro al caso tuo. L’effetto buonumore è garantito.

Questa pianta ha bisogno di acqua, sole e un terreno con del concime organico.

L‘azalea ha il giusto punto di rosa tanto in voga quest’anno. E’ una pianta che sta bene in giardino, ma ha bisogno del terriccio per acidofile misto a sabbia, così che le radici possano espandersi. Posizionala in una zona ombreggiata e mantienila sempre umida.

L’ortensia può essere coltivata sia in giardino che in vaso, e fiorirà fino all’arrivo dell’autunno. Questa pianta richiede la torba al posto del terriccio universale: evita di esporla al sole nelle ore più calde della giornata e annaffiala quando il terreno è secco ma attenzione ai ristagni d’acqua.

Con la viola del pensiero puoi creare una graziosa aiuola azzurra, e per ottenere il massimo del risultato interra le piantine una vicina all’altra. Ha bisogno di molto sole e di essere bagnata spesso, ma evita, anche in questo caso, i ristagni d’acqua.

Coltiva la portulaca in un angolo soleggiato e farà roselline tutta l’estate. Le occorre poca acqua, tanto sole e un terreno non troppo compatto. Anche in estate bagnala solo quando il terreno risulta asciutto.

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Quanto piace Snapchat!

SnapchatUna prima analisi: Snapchat ha 200 milioni di utenti nel mondo, il 60% ha tra e 13 e 24 anni, 7 su 10 sono donne.

Tutto ciò ci fa capire quanto i teenager siano pazzi di quest’app.

Snapchat è nata 4 anni fa ed in pochissimo tempo è balzata in cima alla lista delle preferenze: secondo un sondaggio, nel 2015 Snapchat ha battuto Facebook nella fascia d’età tra i 13 e i 17 anni.

E adesso anche in Italia, il 28% degli adolescenti lo usa quotidianamente.

Soddisfatti di quest’ app dicono che sia veloce, immediata e che si possa sempre verificare chi visiti il tuo profilo.

Ma come funzione Snapchat?

L’app più in voga degli ultimi tempi non focalizza l’attenzione su un profilo ma su una storia:si utilizzano solo immagini e video della durata massima di 10 secondi, a cui si possono aggiungere didascalie o emoji.

A differenza di altri network, Snapchat non è legata alla parola scritta ma semplicemente alle immagini, che una volta pubblicate hanno un tempo di vita di 24 ore, al termine del quale i post si autodistruggeranno non lasciando più alcuna traccia.

Hanno avuto l’idea, due brillanti ragazzini oggi 25enni: Evan Spiegel e Bobby Murphy.

Osservando parenti amici che ripulivano il profilo Facebook o Twitter da contenuti che potevano risultare sconvenienti per la loro immagine scolastica o lavorativa, hanno pensato bene di ideare uno spazio elettronico dove tutto sparisse da solo evitando di creare danni alla reputazione!

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Lite tra Cina e Corea del Nord

Temple of Heaven
Temple of Heaven

Sembra che Pechino abbia perso definitivamente la pazienza con la storica alleata Corea del Nord. Le ultimi azioni del leader coreano Kim Jonge-un, avrebbero fatto sobbalzare i cinesi: il test con la bomba a idrogeno e il lancio di un razzo non sono state proprio delle idee azzeccate, nè per la Cina nè per il mondo.

Infatti, la comunità cinese, preoccupata delle ripercussioni americane sulla vicenda bomba-razzo, si è chiaramente dissociata dalle azioni coreane opponendosi fortemente al caos nella penisola.

Quello che tutti temono, però, è che la Corea possa far piombare la Cina in un vero e proprio disastro, per cui i militari avvertono il governo dei rischi di un possibile conflitto dovuto all’inopportunità nordcoreana.

Il vice-ministro degli Esteri, Zhang Yesui ribadisce la posizione cinese: imprescindibilmente contrari.

Inoltre, Pechino ha promesso al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite la sua partecipazione nel punire Pyongyang per il suo irresponsabile operato.

La Cina, intanto, si prepara agli scenari peggiori: teme che gli Stati Uniti possano inviare portaerei, bombardieri e sottomarini nucleari nelle basi della Corea del Sud.

Adesso la priorità cinese è di tener in vita la Corea del Nord evitando che diventi troppo potente da sconvolgere gli equilibri del nord-est asiatico.

Non sarà facile per la nazione più popolata del mondo escogitare una via di mezzo che non faccia collassare il Paese, perchè questo vorrebbe dire accogliere migliaia di rifugiati e probabili contestazioni politico-culturali.

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Serve davvero l’esercito a Napoli?

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In città dall’inizio dell’anno, si contano già una decina di omicidi, ma il sindaco de Magistris si è, però, detto contrario all’invio dell’esercito proposto dal ministro dell’Interno Angelino Alfano.

L’opinione pubblica si chiede, allora, se davvero sia necessario l’esercito a Napoli.

Gli esperti si dividono.

Chi si batte per il , sostiene che vista la situazione attuale della città, tergiversare sia da irresponsabili. Rifiutare i mille uomini inviati dal governo per alcuni è stato un grosso errore: si fa, poi, riferimento alla storia. Quella dei soldati che hanno risolto situazioni peggiori come il brigantaggio in Sardegna e sconfitto il terrorismo delle Brigate Rosse.

Vero è che esercito non è per forza sinonimo di guerra. Persone in più che sorvegliano i quartieri a rischio fanno sentire la presenza dello Stato e rendono i napoletani meno soli in balia della criminalità.

No afferma la controparte, più decisa che mai. L’esercito a Napoli è visto come una soluzione momentanea che non può risolvere alcun problema, appare più come un alibi per dire che il governo è intervenuto. Sarebbe opportuno, secondo loro, destinare questi fondi alle forze di polizia per potenziare le loro risorse.

In molti sostengono, inoltre, che invece di inviare militari, sia meglio creare delle strutture che aiutino i giovani ad abbandonare la vita di strada, rendendoli cittadini onesti e rispettosi delle leggi. Opportunità lavorative serie e reali sarebbero un’alternativa valida alla malavita. Nessun ragazzo nasce delinquente, nè a Napoli nè a Milano.

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