Dove essere pensionati conviene

Pensioni 2014 sesso settore uomini donne pubblico privatoDi solito partono per non tornare. Parallelamente alla fuga dei giovani cervelli italiani, è in atto quella dei pensionati che decidono di lasciare l’Italia per trasferirsi all’estero dove la loro pensione vale di più.

La tendenza è confermata dall’Inps che spedisce ogni mese 470 mila pagamenti all’estero.

Nella maggior parte dei casi la destinazione degli assegni è rappresentata da quelle nazioni in cui gli italiani sono emigrati in passato senza rinunciare, però, alla cittadinanza, e quindi Canada, Argentina, Australia, ma anche Svizzera, Germania e Belgio.

Ma il dato davvero interessante è quello registrato negli ultimi anni: sono oltre 36 mila i pensionati che hanno lasciato il Paese tra il 2003 e il 2013, e 5435 quelli che l’hanno fatto solo nel 2014.

Le mete preferite sono la Costa Rica, la Thailandia, la Tunisia, la Bulgaria e le Canarie.

Vediamo tutto quello che c’è da sapere prima di partire.

– Se il pensionato mantiene la residenza italiana, dovrà pagare qui le sue tasse, se invece risulta residente all’estero per almeno 183 giorni all’anno sarà soggetto al fisco dello Stato dove risiede.

– Se la nazione scelta è tra quelle convenzionate con l’Italia per evitare la doppia imposizione, il pensionato può ottenere una detassazione totale o parziale della pensione.

– Per ottenere l’assistenza sanitaria nei Paesi Europei, in Svizzera, in Islanda, in Norvegia e in Liechtenstein ( Spazio economico europeo) bisogna trasferire la residenza nello Stato estero e compilare il modello S1 che si scarica sul sito del Ministero della salute e va presentato all’ufficio assistenza sanitaria all’estero.

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Esiste davvero la sindrome del cuore infranto?

Cracked heart
Cracked heart

La scienza l’ha dimostrato: il crepacuore esiste. Si chiama sindrome tako-tsubo ed è un disturbo particolarissimo che può nascere dopo un grave stress fisico ed emotivo.

Il cuore sottoposto ad una forte emozione si contrae in modo eccessivo assumendo la tipica forma di un vaso giapponese usato come trappola per polpi, il tako-tsubo appunto.

I sintomi sono quelli dell’infarto, e quindi dolori al petto, respiro corto e affaticamento.

Fortunatamente, però, non causa danni permanenti alle cellule cardiache, ed il recupero completo avviene in circa 30 giorni.

Le statistiche dimostrano che  in due casi su dieci, il paziente che arriva trafelato in ospedale per un sospetto infarto ha invece la sindrome tako-tsubo.

I primi controlli effettuati sono l‘elettrocardiogramma e le analisi del sangue, per monitorare gli eventuali danni e l’evoluzione dell’evento. Viene poi eseguita una coronarografia per verificare la presenza di placche o danni alle coronarie.

Se questi esami danno esito positivo si passa alla classica prova del nove: l‘ecodopple cardiaco. Grazie a questa approfondita ecografia il medico può controllare l’effettiva forma assunta dal cuore: se appare sullo schermo l’inconfondibile vaso tako-tsubo siamo in presenza di un evento cardiaco da sindrome del cuore infranto.

Per facilitare la diagnosi ed arrivare ad una conclusione più velocemente è importante riferire al medico se di recente o il giorno stesso si è subito un forte stress tale da causare questi sintomi.

La terapia viene cominciata subito ed è un mix di farmaci che ha l’obiettivo di bloccare all’origine il meccanismo che provoca l’iperattività del cuore.

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Il bicentenario della nascita di Charlotte Brontë

CBronte_2495332bIl 21 aprile si è celebrato il bicentenario della nascita di Charlotte Brontë, la famosa autrice inglese di indimenticabili romanzi : dal capolavoro Jane Eyre alla romantica Shirley.

Una scrittrice dell’Ottocento più moderna che mai.

Cosa scoprono le donne che oggi leggono opere scritte due secoli fa?

Charlotte Brontë, terza di sei figli, nacque nelle brugherie dello Yorkshire nel 1816. Cominciò a scrivere giovanissima insieme alle sorelle, Anne ed  Emily, quest’ultima famosa per l’intramontabile Cime Tempestose.

Charlotte, Emily e Anne pubblicarono alcune opere sotto gli pseudonimi di Currer, Ellis e Acton Bell.

L’autrice si sentiva oppressa e inadeguata nel suo corpo da giovane adolescente, ma come la sua eroina Jane Eyre, riuscì a trovare il suo posto nel mondo grazie alla sua incredibile forza d’animo e al dono dell’ironia.

Era profondamente convinta del fatto che la cultura e l’intelligenza l’avrebbero portata al successo, all’agoniato riscatto sociale. Oggi, in tempi in cui le donne lottano per i propri diritti, i romanzi di Charlotte Brontë risultano essere tanto contemporanei quanto lo furono in passato.

L’assoluta modernità dei suoi libri sembra essere quasi più avanti di molte opere odierne, dove la donna per sentirsi completa ha bisogno di essere salvata da un uomo, come racconta la recente serie After di Anna Todd o la saga di Twilight di Stephenie Meyer.

Tutto il contrario di ciò che scriveva Charlotte: nelle sue storie le donne riuscivano ad imporre la loro personalità nonostante il maschilismo e la repressione sociale vittoriana.

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Un’oasi di serenità rosa e azzurra

margheritaIn primavera ormai inoltrata sboccia in tutte noi quella voglia di dare un tocco di colore a  balconi e giardini con piante e fiori colorati.

Se sei sempre aggiornata sulle tendenze saprai che i colori del 2016 sono il rosa e l’azzurro, tinte che ispirano calma e serenità.

Se scegli il rosa, la margherita farà di sicuro al caso tuo. L’effetto buonumore è garantito.

Questa pianta ha bisogno di acqua, sole e un terreno con del concime organico.

L‘azalea ha il giusto punto di rosa tanto in voga quest’anno. E’ una pianta che sta bene in giardino, ma ha bisogno del terriccio per acidofile misto a sabbia, così che le radici possano espandersi. Posizionala in una zona ombreggiata e mantienila sempre umida.

L’ortensia può essere coltivata sia in giardino che in vaso, e fiorirà fino all’arrivo dell’autunno. Questa pianta richiede la torba al posto del terriccio universale: evita di esporla al sole nelle ore più calde della giornata e annaffiala quando il terreno è secco ma attenzione ai ristagni d’acqua.

Con la viola del pensiero puoi creare una graziosa aiuola azzurra, e per ottenere il massimo del risultato interra le piantine una vicina all’altra. Ha bisogno di molto sole e di essere bagnata spesso, ma evita, anche in questo caso, i ristagni d’acqua.

Coltiva la portulaca in un angolo soleggiato e farà roselline tutta l’estate. Le occorre poca acqua, tanto sole e un terreno non troppo compatto. Anche in estate bagnala solo quando il terreno risulta asciutto.

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Quanto piace Snapchat!

SnapchatUna prima analisi: Snapchat ha 200 milioni di utenti nel mondo, il 60% ha tra e 13 e 24 anni, 7 su 10 sono donne.

Tutto ciò ci fa capire quanto i teenager siano pazzi di quest’app.

Snapchat è nata 4 anni fa ed in pochissimo tempo è balzata in cima alla lista delle preferenze: secondo un sondaggio, nel 2015 Snapchat ha battuto Facebook nella fascia d’età tra i 13 e i 17 anni.

E adesso anche in Italia, il 28% degli adolescenti lo usa quotidianamente.

Soddisfatti di quest’ app dicono che sia veloce, immediata e che si possa sempre verificare chi visiti il tuo profilo.

Ma come funzione Snapchat?

L’app più in voga degli ultimi tempi non focalizza l’attenzione su un profilo ma su una storia:si utilizzano solo immagini e video della durata massima di 10 secondi, a cui si possono aggiungere didascalie o emoji.

A differenza di altri network, Snapchat non è legata alla parola scritta ma semplicemente alle immagini, che una volta pubblicate hanno un tempo di vita di 24 ore, al termine del quale i post si autodistruggeranno non lasciando più alcuna traccia.

Hanno avuto l’idea, due brillanti ragazzini oggi 25enni: Evan Spiegel e Bobby Murphy.

Osservando parenti amici che ripulivano il profilo Facebook o Twitter da contenuti che potevano risultare sconvenienti per la loro immagine scolastica o lavorativa, hanno pensato bene di ideare uno spazio elettronico dove tutto sparisse da solo evitando di creare danni alla reputazione!

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Lite tra Cina e Corea del Nord

Temple of Heaven
Temple of Heaven

Sembra che Pechino abbia perso definitivamente la pazienza con la storica alleata Corea del Nord. Le ultimi azioni del leader coreano Kim Jonge-un, avrebbero fatto sobbalzare i cinesi: il test con la bomba a idrogeno e il lancio di un razzo non sono state proprio delle idee azzeccate, nè per la Cina nè per il mondo.

Infatti, la comunità cinese, preoccupata delle ripercussioni americane sulla vicenda bomba-razzo, si è chiaramente dissociata dalle azioni coreane opponendosi fortemente al caos nella penisola.

Quello che tutti temono, però, è che la Corea possa far piombare la Cina in un vero e proprio disastro, per cui i militari avvertono il governo dei rischi di un possibile conflitto dovuto all’inopportunità nordcoreana.

Il vice-ministro degli Esteri, Zhang Yesui ribadisce la posizione cinese: imprescindibilmente contrari.

Inoltre, Pechino ha promesso al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite la sua partecipazione nel punire Pyongyang per il suo irresponsabile operato.

La Cina, intanto, si prepara agli scenari peggiori: teme che gli Stati Uniti possano inviare portaerei, bombardieri e sottomarini nucleari nelle basi della Corea del Sud.

Adesso la priorità cinese è di tener in vita la Corea del Nord evitando che diventi troppo potente da sconvolgere gli equilibri del nord-est asiatico.

Non sarà facile per la nazione più popolata del mondo escogitare una via di mezzo che non faccia collassare il Paese, perchè questo vorrebbe dire accogliere migliaia di rifugiati e probabili contestazioni politico-culturali.

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Serve davvero l’esercito a Napoli?

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In città dall’inizio dell’anno, si contano già una decina di omicidi, ma il sindaco de Magistris si è, però, detto contrario all’invio dell’esercito proposto dal ministro dell’Interno Angelino Alfano.

L’opinione pubblica si chiede, allora, se davvero sia necessario l’esercito a Napoli.

Gli esperti si dividono.

Chi si batte per il , sostiene che vista la situazione attuale della città, tergiversare sia da irresponsabili. Rifiutare i mille uomini inviati dal governo per alcuni è stato un grosso errore: si fa, poi, riferimento alla storia. Quella dei soldati che hanno risolto situazioni peggiori come il brigantaggio in Sardegna e sconfitto il terrorismo delle Brigate Rosse.

Vero è che esercito non è per forza sinonimo di guerra. Persone in più che sorvegliano i quartieri a rischio fanno sentire la presenza dello Stato e rendono i napoletani meno soli in balia della criminalità.

No afferma la controparte, più decisa che mai. L’esercito a Napoli è visto come una soluzione momentanea che non può risolvere alcun problema, appare più come un alibi per dire che il governo è intervenuto. Sarebbe opportuno, secondo loro, destinare questi fondi alle forze di polizia per potenziare le loro risorse.

In molti sostengono, inoltre, che invece di inviare militari, sia meglio creare delle strutture che aiutino i giovani ad abbandonare la vita di strada, rendendoli cittadini onesti e rispettosi delle leggi. Opportunità lavorative serie e reali sarebbero un’alternativa valida alla malavita. Nessun ragazzo nasce delinquente, nè a Napoli nè a Milano.

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Make-up occhi, primavera-estate 2016

occhi-donnaNon c’è dubbio il colore del make-up occhi della prossima stagione è l’azzurro, senza mezzi termini. L’azzurro in tutte le sue tonalità, sarà un must per ogni donna, bionda o bruna che sia.

Sulle passerelle hanno sfilato colori accesi, dal giallo al verde, dal fucsia al rosso, ma l’azzurro la fa da padrone. Dimentica lo stile romantico un po’ fanciullesco, perchè ora viene riproposto in tutt’altra maniera.

Per uno stile rock, sfuma un’ombretto carta da zucchero su tutto l’occhio ed intorno, senza essere troppo precise, al contrario stendetelo a mo’ di mascherina. Se così ti sembra troppo azzardato, allora non uscire dai bordi e non truccare lo spazio fra le sopracciglia.

Per uno styling tribale scegli un azzurro quasi turchese, che colori la palpebra in modo deciso e lascia completamente struccato il resto del viso. Per avere una texture più compatta e piena, applica l’ombretto in polvere con un pennello umido o utilizzane uno in crema.

Se ancora non sei soddisfatta, e noti che manca qualcosa, prova un mascara dalle formule allunganti o metti su delle ciglia finte. Il risultato sarà impagabile se le applicherai sia sulle palpebre superiori che su quelle inferiori.

Se quello cerchi è, però, un tratto stilizzato, disegnale tu con un eyeliner a pennarello.

Concludi, poi, con un gloss o un lipstick leggero dalle tinte non troppo cariche del rosa caramella e del fragola. Il rossetto, in questo caso, deve essere steso con estrema cura: aiutati con un pennellino che raggiunga anche gli angoli, dopo aver delineato i contorni della bocca con una matita dello stesso colore.

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La dieta dei primi 1000 giorni di un bambino

Donna-in-gravidanzaLa gravidanza è uno dei momenti più emozionanti per una donna e per una coppia. Un momento che oggi può contare sulla nuova teoria dei 1000 giorni, nata con le ultime scoperte dell’ epigenetica, scienza che studia l’attivazione dei nostri geni.

E’ emerso che dal concepimento ai due anni di età del bambino, l’ambiente che lo circonda e gli alimenti di cui si nutre sono fondamentali per la sua salute futura.

E’ vero che nella pancia della mamma il bimbo è protetto da tutto, ma questi due fattori sono decisivi.

Se la mamma vive in una città inquinata o in una zona agricola con un importante uso di pesticidi, il feto è più a rischio perchè le sostanze assorbite potrebbero interferire con l’attività dei suoi geni e sviluppare malattie future.

Oggi sappiamo che anche l’alimentazione è fondamentale per la corretta crescita del piccolo: se una donna in attesa mangia troppi zuccheri, grassi, sale e cibi carichi di conservanti è molto probabile che suo figlio possa andare incontro ad obesità, ipertensione e malattie metaboliche.

Quali sono, allora, le regole per una corretta alimentazione in gravidanza?

Innanzitutto, bere molta acqua. Preferire frutta e verdura di stagione, puntare su legumi e cereali integrali, pesce azzurro, poca carne e olio extravergine d’oliva, sia in gravidanza che durante l’allattamento. Vale la pena ricordare che il latte materno è l’alimento più sano e completo che si possa offrire ad un neonato, un’assicurazione sulla salute del bambino.

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Sette appuntamenti per celebrare la giornata della memoria

Giornata-della-memoriaFilm, documetari e libri per non dimenticare l’orrore dell’Olocausto.

In libreria

Gli imputati di Norimberga di Eugene Davidson, non è solo l’analisi del processo più famoso della storia, ma un resoconto completo della Germania nazista. Narra, inoltre, la vera storia di 22 fedelissimi di Hitler, indagati per crimini contro l’umanità.

The Wolf, di Lavie Tidhar, racconta una realtà parallela dove il nazismo non è mai salito al potere: un thriller a metà tra il noir e il fantascientifico.

Quando tornò l’arca di Noè di Lia Levi, descrive le avventure di 3 bambini ebrei a Roma nel 1943, all’indomani dell’occupazione tedesca. Questo libro tenta di spiegare ai ragazzi le terribili leggi razziali dell’epoca.

Al cinema

Il figlio di Saul, dell’ungherese Lazlo Nemes, candidato all’Oscar come miglior film straniero, è la storia di un padre ebreo costretto dai nazisti ad assistere allo sterminio del suo popolo.

The Eichmann Show, racconta il retroscena del processo ad Adolf Eichmann, trasmesso in tv nel 1961. Fu il primo evento mediatico che mostrò l’orrore dei campi di concentramento.

Il labirinto del silenzio: negli anni ’50 un magistrato si mette sulle tracce di un insegnante ex ufficiale delle SS. E’ una storia vera.

In televisione

Gli eroi di Dachau, è un documentario che ricostruisce il giorno della liberazione dei prigionieri dall’omonimo campo di sterminio tedesco grazie alle toccanti testimonianze dei deportati sopravvissuti e dei loro salvatori tramite documenti e immagini inedite. Da non perdere.

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