Banche italiane: sofferenze e tassi negativi

bankCosa accadrà al già in bilico mondo delle banche italiane? I tempi non sono per niente buoni e questa volta nè le fondazioni bancarie nè la Cassa depositi e prestiti potranno fare qualcosa per salvare le società in crisi e assorbire i prestiti in sofferenza.

Il loro obiettivo è sbloccare la situazione innescando una serie di reazioni a catena senza l’aiuto dello Stato.

Le 8 principali banche italiane valgono in Borsa 60 miliardi di euro e conservano 62 miliardi di crediti in sofferenza svalutati già del 59%.

E’ ancora da decidere, invece, il destino delle 4 banche minori del Centro Italia, quindi Etruria, Ferrara, Marche e Chieti, perchè oggi non fanno gola a nessuno.

Il Monte dei Paschi di Siena è sospeso, mentre Unicredit ha bisogno di almeno 5 miliardi di euro per risollevarsi e di un nuovo amministratore delegato. La ricerca è lenta e faticosa e le fondazioni faticano a sopravvivere: Penati vorrebbe l’esclusione degli azionisti mentre lo sceicco di Abu Dhabi, socio principale con il 6,5%, e i libici, con il 4%, creano non pochi problemi.

Non dimentichiamo la Bce: da una parte fa pressione per aumentare i capitali significativamente, dall’altra applica rigidamente il bail-in. Una mossa che mette alle strette le aziende italiane già barcollanti.

Mario Draghi, Presidente della Banca centrale europea, dal canto suo, ha cercato di porre rimedio con un flusso importante di moneta liquida. Ha così evitato un’altra crisi ma, al contempo, ha penalizzato l’intero sistema bancario italiano.