Combattere la leucemia con un nuovo farmaco

leucemia farmacoLa nuova terapia contro la leucemia acuta è così efficace da  aver avuto l’ok dall’Ema, l’Ente europeo che si occupa dell’approvazione dei farmaci, ben due anni prima rispetto alla tabella di marcia. Grazie a questo farmaco, il Zalmoxis, è possibile eseguire il trapianto da un donatore parzialmente compatibile senza la necessità di immunosoppressori post operatori.

Con questa innovativa terapia cellulare si elimina il rischio di rigetto, il problema più grande in queste circostanze: solo in un caso su quattro è possibile trovare un familiare con il midollo osseo compatibile, e per evitarlo, fino ad oggi, veniva somministrato un immunosoppressore con l’obiettivo di placare l’aggrssività delle cellule trapiantate.

Con Zalmoxis tutto è diverso: da un familiare parzialmente compatibile vengono isolate e modificate geneticamentele cellule che dovranno eliminare quelle malate. Questa mutazione, ovvero il trasferimento di un gene chiamato suicida-inducibile,  permette una migliore e forse più sicura guarigione dalla leucemia.

L’innovativo processo dà il via alla ricostituzione del sistema immunitario con risultati estremamente positivi proprio come ha dimostrato la ricerca italiana condotta all’Ospedale San Raffaele di Milano pubblicata sulla celebre rivista scientifica Science translational medicine.

Il medicinale è particolarmente indicato contro le forme di leucemia acuta, cioè quelle che aggrediscono l’adulto e che non cronicizzano ma sfortunamente progrediscono.

In queste versioni ad alto rischio l’unica possibilità di guarigione è data dal trapianto di midollo osseo. In Italia il farmaco non è ancora disponibile ovunque ma si auspica possa diventarlo a breve, in attesa che venga completato il percorso burocratico dell’Aifa.

Esiste davvero la sindrome del cuore infranto?

Cracked heart
Cracked heart

La scienza l’ha dimostrato: il crepacuore esiste. Si chiama sindrome tako-tsubo ed è un disturbo particolarissimo che può nascere dopo un grave stress fisico ed emotivo.

Il cuore sottoposto ad una forte emozione si contrae in modo eccessivo assumendo la tipica forma di un vaso giapponese usato come trappola per polpi, il tako-tsubo appunto.

I sintomi sono quelli dell’infarto, e quindi dolori al petto, respiro corto e affaticamento.

Fortunatamente, però, non causa danni permanenti alle cellule cardiache, ed il recupero completo avviene in circa 30 giorni.

Le statistiche dimostrano che  in due casi su dieci, il paziente che arriva trafelato in ospedale per un sospetto infarto ha invece la sindrome tako-tsubo.

I primi controlli effettuati sono l‘elettrocardiogramma e le analisi del sangue, per monitorare gli eventuali danni e l’evoluzione dell’evento. Viene poi eseguita una coronarografia per verificare la presenza di placche o danni alle coronarie.

Se questi esami danno esito positivo si passa alla classica prova del nove: l‘ecodopple cardiaco. Grazie a questa approfondita ecografia il medico può controllare l’effettiva forma assunta dal cuore: se appare sullo schermo l’inconfondibile vaso tako-tsubo siamo in presenza di un evento cardiaco da sindrome del cuore infranto.

Per facilitare la diagnosi ed arrivare ad una conclusione più velocemente è importante riferire al medico se di recente o il giorno stesso si è subito un forte stress tale da causare questi sintomi.

La terapia viene cominciata subito ed è un mix di farmaci che ha l’obiettivo di bloccare all’origine il meccanismo che provoca l’iperattività del cuore.

Quanto piace Snapchat!

SnapchatUna prima analisi: Snapchat ha 200 milioni di utenti nel mondo, il 60% ha tra e 13 e 24 anni, 7 su 10 sono donne.

Tutto ciò ci fa capire quanto i teenager siano pazzi di quest’app.

Snapchat è nata 4 anni fa ed in pochissimo tempo è balzata in cima alla lista delle preferenze: secondo un sondaggio, nel 2015 Snapchat ha battuto Facebook nella fascia d’età tra i 13 e i 17 anni.

E adesso anche in Italia, il 28% degli adolescenti lo usa quotidianamente.

Soddisfatti di quest’ app dicono che sia veloce, immediata e che si possa sempre verificare chi visiti il tuo profilo.

Ma come funzione Snapchat?

L’app più in voga degli ultimi tempi non focalizza l’attenzione su un profilo ma su una storia:si utilizzano solo immagini e video della durata massima di 10 secondi, a cui si possono aggiungere didascalie o emoji.

A differenza di altri network, Snapchat non è legata alla parola scritta ma semplicemente alle immagini, che una volta pubblicate hanno un tempo di vita di 24 ore, al termine del quale i post si autodistruggeranno non lasciando più alcuna traccia.

Hanno avuto l’idea, due brillanti ragazzini oggi 25enni: Evan Spiegel e Bobby Murphy.

Osservando parenti amici che ripulivano il profilo Facebook o Twitter da contenuti che potevano risultare sconvenienti per la loro immagine scolastica o lavorativa, hanno pensato bene di ideare uno spazio elettronico dove tutto sparisse da solo evitando di creare danni alla reputazione!

Lite tra Cina e Corea del Nord

Temple of Heaven
Temple of Heaven

Sembra che Pechino abbia perso definitivamente la pazienza con la storica alleata Corea del Nord. Le ultimi azioni del leader coreano Kim Jonge-un, avrebbero fatto sobbalzare i cinesi: il test con la bomba a idrogeno e il lancio di un razzo non sono state proprio delle idee azzeccate, nè per la Cina nè per il mondo.

Infatti, la comunità cinese, preoccupata delle ripercussioni americane sulla vicenda bomba-razzo, si è chiaramente dissociata dalle azioni coreane opponendosi fortemente al caos nella penisola.

Quello che tutti temono, però, è che la Corea possa far piombare la Cina in un vero e proprio disastro, per cui i militari avvertono il governo dei rischi di un possibile conflitto dovuto all’inopportunità nordcoreana.

Il vice-ministro degli Esteri, Zhang Yesui ribadisce la posizione cinese: imprescindibilmente contrari.

Inoltre, Pechino ha promesso al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite la sua partecipazione nel punire Pyongyang per il suo irresponsabile operato.

La Cina, intanto, si prepara agli scenari peggiori: teme che gli Stati Uniti possano inviare portaerei, bombardieri e sottomarini nucleari nelle basi della Corea del Sud.

Adesso la priorità cinese è di tener in vita la Corea del Nord evitando che diventi troppo potente da sconvolgere gli equilibri del nord-est asiatico.

Non sarà facile per la nazione più popolata del mondo escogitare una via di mezzo che non faccia collassare il Paese, perchè questo vorrebbe dire accogliere migliaia di rifugiati e probabili contestazioni politico-culturali.

Serve davvero l’esercito a Napoli?

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In città dall’inizio dell’anno, si contano già una decina di omicidi, ma il sindaco de Magistris si è, però, detto contrario all’invio dell’esercito proposto dal ministro dell’Interno Angelino Alfano.

L’opinione pubblica si chiede, allora, se davvero sia necessario l’esercito a Napoli.

Gli esperti si dividono.

Chi si batte per il , sostiene che vista la situazione attuale della città, tergiversare sia da irresponsabili. Rifiutare i mille uomini inviati dal governo per alcuni è stato un grosso errore: si fa, poi, riferimento alla storia. Quella dei soldati che hanno risolto situazioni peggiori come il brigantaggio in Sardegna e sconfitto il terrorismo delle Brigate Rosse.

Vero è che esercito non è per forza sinonimo di guerra. Persone in più che sorvegliano i quartieri a rischio fanno sentire la presenza dello Stato e rendono i napoletani meno soli in balia della criminalità.

No afferma la controparte, più decisa che mai. L’esercito a Napoli è visto come una soluzione momentanea che non può risolvere alcun problema, appare più come un alibi per dire che il governo è intervenuto. Sarebbe opportuno, secondo loro, destinare questi fondi alle forze di polizia per potenziare le loro risorse.

In molti sostengono, inoltre, che invece di inviare militari, sia meglio creare delle strutture che aiutino i giovani ad abbandonare la vita di strada, rendendoli cittadini onesti e rispettosi delle leggi. Opportunità lavorative serie e reali sarebbero un’alternativa valida alla malavita. Nessun ragazzo nasce delinquente, nè a Napoli nè a Milano.

La dieta dei primi 1000 giorni di un bambino

Donna-in-gravidanzaLa gravidanza è uno dei momenti più emozionanti per una donna e per una coppia. Un momento che oggi può contare sulla nuova teoria dei 1000 giorni, nata con le ultime scoperte dell’ epigenetica, scienza che studia l’attivazione dei nostri geni.

E’ emerso che dal concepimento ai due anni di età del bambino, l’ambiente che lo circonda e gli alimenti di cui si nutre sono fondamentali per la sua salute futura.

E’ vero che nella pancia della mamma il bimbo è protetto da tutto, ma questi due fattori sono decisivi.

Se la mamma vive in una città inquinata o in una zona agricola con un importante uso di pesticidi, il feto è più a rischio perchè le sostanze assorbite potrebbero interferire con l’attività dei suoi geni e sviluppare malattie future.

Oggi sappiamo che anche l’alimentazione è fondamentale per la corretta crescita del piccolo: se una donna in attesa mangia troppi zuccheri, grassi, sale e cibi carichi di conservanti è molto probabile che suo figlio possa andare incontro ad obesità, ipertensione e malattie metaboliche.

Quali sono, allora, le regole per una corretta alimentazione in gravidanza?

Innanzitutto, bere molta acqua. Preferire frutta e verdura di stagione, puntare su legumi e cereali integrali, pesce azzurro, poca carne e olio extravergine d’oliva, sia in gravidanza che durante l’allattamento. Vale la pena ricordare che il latte materno è l’alimento più sano e completo che si possa offrire ad un neonato, un’assicurazione sulla salute del bambino.

Umore instabile: un braccialetto può dirti se soffri di sindrome bipolare

umore braccialeOggi ti senti in forze, vai alla grande, sei pieno di energie. Adesso, invece, sei di cattivo umore, triste e fiacco. Eppure sei sempre tu, la stessa persona che ogni giorno affronta la vita e gli impegni come fanno tutti. Ma tu sei diverso, instabile, un giorno forte e l’altro molto debole.

I repentini cambi di umore non vanno sottovalutati, perchè potrebbero essere indice di una patologia molto diffusa ma di cui si sente parlare poco: la sindrome bipolare.

Questo disturbo colpisce sopratutto le donne, alternando periodi di euforia a momenti di ansia e malinconia: non è questione di carattere ma una patologia vera e propria.

Alcuni ricercatori dell’Università di Pisa, sotto la direzione della psichiatra Donatella Marazziti, hanno avviato una sperimentazione innovativa per diagnosticare in anticipo i cambi d’umore tramite un braccialetto che rileva i parametri corporei.

In sostanza, si monitorano i pazienti attraverso un braccialetto elettronico come quello che usano gli sportivi collegato ad una wi-fi: in sei mesi traccerà le variazioni dei battiti cardiaci e l’alternanza tra sonno e veglia. I dati rilevati saranno analizzati per studiare il rapporto di causa-effetto tra condizioni fisiche e comparsa della malattia.

In questo modo, il paziente potrà intervenire in tempo avviando la giusta terapia farmacologica e tenere sotto controllo il suo stato di salute.

L’obiettivo è creare un’app per gli smartphone in grado di essere connessa al braccialetto: basterà una semplice notifica per avvertire il paziente dell’inizio del cambiamento.

Il Tartan va sempre di moda

cover-abiti-tartan-il-trucco-piu-desktop-1200x425Il Tartan, il tessuto scozzese è sempre in scena: semplice come una divisa da scolaretta , elegante come un completo di alta sartoria.

Vediamo come abbinare i capi in modo elegante ed raffinato, senza scivolare nel ridicolo ed apparire come delle simpatiche clown.

Se si opta per un total look tartan, per portarlo in modo moderno va spezzato con una fantasia a fiori che possa creare un contrasto romantico e femminile.

La blusa tartan, classica e molto femminile sta bene con una gonna a ruota nera o rossa. Per le scarpe, scegli i mocassini dalla suola alta, e se invece preferisci i tacchi, un paio di francesine saranno perfette.

Sì anche al vestitino interamente scozzese, ma se abbinato ad un cappotto di montone o ad una pelliccia, rigorosamente eco. Il mix fa subito inverno e puoi completarlo con dei bei stivali alti ed un berretto di lana.

Il cappotto in scozzese si abbina con tutto perchè è un classico. Addirittura la fashion stylist Poppie Clinch lo combina persino con i pois.

Il Tailleur esalta il lato bon ton del tartan: aggiungi un filo di perle e sarai perfetta.

I pantaloni in tartan, in effetti, non sono facili da indossare, ma se abbinati ad una maglia larga in tinta unita potresti sfoggiare una versione inedita di un look semiclassico.

Infine, non dimentichiamo quanto siano belli gli accessori in tartan: se vesti in total black aggiungi un tocco stravagante e spiritoso, come un orologio e un paio di scarpe tartan,  per ravvivare il look.

Un evergreen: il Chiodo

img-thingUn evergreen sempre di tendenza, semplice e senza fronzoli: il chiodo. Perfetto per qualsiasi occasione, di giorno o di sera. Può essere al tempo stesso casual-sportivo o elegante se accostato ad un abitino avvitato.

Vediamo insieme come abbinare al meglio un grande classico della moda.

Nero, semplice, con un taglio geometrico molto minimal e la zip laterale sta benissimo con un vestitino ricamato e scarpe col tacco, per esaltare il contrasto tra la pelle, sinonimo di aggressivo, e il merletto dei ricami, simbolo di dolcezza. .

Il chiodo Matelassè ha una superficie irregolare e molto elaborata, che lo rende straordinario anche se il taglio è classico. Va abbinato a capi semplici che smorzino un po’ i toni, da evitare con paillettes e grafiche azzardate. Provalo con una salopette di jeans ed un paio di tronchetti.

Il Blazer, ha il taglio di una giacca ma la grinta del chiodo: perfetto con capi dark e in pelle, stona con gonne e tacchi troppo alti, restate sui 5 cm. Va a nozze con bluse leggere e svolazzanti e pantaloni slim: un outfit di gran classe.

Il Microchiodo, adatto alle più giovani, è di gran moda se indossato con una t-shirt e dei jeans strappati. Semplice ed attillato arriva giusto alla vita, slanciando al massimo la figura.

Il Gilet in pelle, morbido e lungo sui fianchi, si porta aperto su una maglia chiara e dei pantaloni non troppo larghi. C’è chi lo indossa su skinny di pelle e felpa non troppo ampia. Appariscente al punto giusto.