Eraclito, il filosofo greco detto l’oscuro: ecco la sua storia e le sue opere

4 months ago

Di tutti i filosofi greci, Eraclito di Efeso è stato uno dei più importanti tra i pesocratici. Le sue opere sono giunte fino ad oggi in maniera frammentaria, ed alcuni problemi nel comprendere gli aforismi, hanno fatto sì che si guadagnasse il soprannome di “oscuro”. Ma chi era questo filosofo? Qual’era il suo pensiero?

La sua biografia

Come le sue opere, anche della biografia di Eraclito si hanno poche notizie. Si sa che nacque attorno al 353 a.C., in una famiglia aristocratica di Efeso. Non si conosce con esattezza il nome del padre, ma è certo che fosse un discendente di Androclo, fondatore della città, e che possedesse dei buoni e mezzo stadio di terra. Ciononostante, ad Eraclito non interessava il potere e rinunciò al titolo di basileus (massima carica sacerdotale) a favore del fratello minore.

Sembra che il re di Persia, Dario, abbia letto il suo libro Sulla natura e che per questo lo invitò a corte, ma il filosofo rifiutò, aborrendo i privilegi che spesso suscitano invidia. Fu proprio questa sua ritrosità che non piacque ai suoi concittadini, e lui visse in solitudine nel tempio di Artemide per gran parte della sua vita. Nell’ultima fase della sua vita, Eraclito visse sui monti, seguendo una dieta vegetariano e peregrinando, finché non si ammalò di idropisia. Dei suoi ultimi giorni, si hanno cinque versioni diverse su ciò che gli accadde, ma sembra che morì nel 475 a.C.

Il suo pensiero

Del pensiero di Eraclito, si è a conoscenza grazie ai frammenti della sua opera. Per il suo pensiero, è noto come filosofo del divenire, visto che il flusso della vita continua a scorrere come un fiume, come lui stesso sosteneva. La forma dell’essere è il divenire, perché niente rimane statico.

Egli classificava le persone come in “svegli” e i “dormienti“. I primi cercano di vedere oltre le apparenze, per cogliere la vera essenzialità delle cose, mentre i dormienti sono i non filosofi, che si comportano nella maniera opposta degli svegli.

Eraclito vedeva nel fuoco la rappresentazioni dell’origine delle cose, perché tutto ciò che viene da esso vi ritorna, sempre continuando a trasformarsi. Per il filosofo, è importante elaborare una teoria che illustri l’unità dei contrari, ovvero che non può esistere bene senza male, luce senza buio, etc. Ciò che sembra non avere senso, in realtà fa parte della realtà delle cose. L’opposto del fuoco, ovvero l’acqua, è invece l’arché, ovvero la forza primigenia che domina il mondo.

L’armonia, per il filosofo, sta nella conciliazione degli opposti, che non hanno come scopo una quieta morte. Per Eraclito, Dio è l’unità di tutti i contrari, presso il quale questi ultimi conciliano, come la vita e la morte. In pratica Dio equivale a tutto, in una realtà increata che esisterà per sempre.

Claudia