Esiste davvero la sindrome del cuore infranto?

Cracked heart
Cracked heart

La scienza l’ha dimostrato: il crepacuore esiste. Si chiama sindrome tako-tsubo ed è un disturbo particolarissimo che può nascere dopo un grave stress fisico ed emotivo.

Il cuore sottoposto ad una forte emozione si contrae in modo eccessivo assumendo la tipica forma di un vaso giapponese usato come trappola per polpi, il tako-tsubo appunto.

I sintomi sono quelli dell’infarto, e quindi dolori al petto, respiro corto e affaticamento.

Fortunatamente, però, non causa danni permanenti alle cellule cardiache, ed il recupero completo avviene in circa 30 giorni.

Le statistiche dimostrano che  in due casi su dieci, il paziente che arriva trafelato in ospedale per un sospetto infarto ha invece la sindrome tako-tsubo.

I primi controlli effettuati sono l‘elettrocardiogramma e le analisi del sangue, per monitorare gli eventuali danni e l’evoluzione dell’evento. Viene poi eseguita una coronarografia per verificare la presenza di placche o danni alle coronarie.

Se questi esami danno esito positivo si passa alla classica prova del nove: l‘ecodopple cardiaco. Grazie a questa approfondita ecografia il medico può controllare l’effettiva forma assunta dal cuore: se appare sullo schermo l’inconfondibile vaso tako-tsubo siamo in presenza di un evento cardiaco da sindrome del cuore infranto.

Per facilitare la diagnosi ed arrivare ad una conclusione più velocemente è importante riferire al medico se di recente o il giorno stesso si è subito un forte stress tale da causare questi sintomi.

La terapia viene cominciata subito ed è un mix di farmaci che ha l’obiettivo di bloccare all’origine il meccanismo che provoca l’iperattività del cuore.