Gladiatore con tridente: è esistito veramente? Come combatteva?

4 days ago

Tutti sanno chi erano i gladiatori, i lottatori dell’antica Roma che si battevano nel Colosseo e nella arene. Questi combattenti vengono suddivisi in varie categorie e tra queste, più di una usava il tridente, una lancia con tre rebbi, associato al dio Poseidone (Nettuno per i romani).

I gladiatori

La figura del gladiatore ha delle origini etrusche, come possono dimostrare delle scene ludiche su urne e sarcofagi, ma il primo spettacolo dei gladiatori si svolse nel 264 a.C., ed il numero di questi giochi aumentò nell’età imperiale.

Questi gladiatori erano schiavi, criminali, galeotti, prigionieri di guerra, etc, oppure uomini liberi, che venivano addestrati a combattere, nelle scuole gladiatorie. I combattimenti potevano avvenire tra gladiatori, magari riproponendo della battaglie, oppure contro animali selvatici, come i leoni.

I giochi che coinvolgevano i gladiatori durarono fino al 439 d.C., sotto la pressioni dei cristiani, e già un secolo prima, l’imperatore Costantino li aveva interdetti.

I gladiatori che usavano il tridente

I gladiatori potevano erano suddivisi in diverse categorie, ognuna delle quali maneggiava delle armi. Il tridente era utilizzato dal reziario, i gladiatori che oltre al tridente, combatteva con la rete ed un pugnale, senza indossare elmi e portare scudi, e le sue uniche protezioni erano un paraspalla ed un parabraccio, di bronzo o cuoio.

Visto che la sua protezione era minima, il reziario si distingueva per la sua agilità e velocità, con le quali doveva evitare le armi degli altri gladiatori.

Sembra che questa figura cominciò a comparire nel I secolo a.C., e il suo aspetto poteva richiamare l’immagine del dio dei mari, Nettuno (il greco Poseidone). Come nella mitologia greca, il dio romano era armato di tridente, simbolo del comando. Seconda la leggenda, con questa lancia la divinità marina poteva generare sorgenti e far emergere cavalli dalla schiuma del mare, e non è insolito che i questi gladiatori partecipassero alle naumachie, ovvero combattimenti che si svolgevano nei contesti acquatici. Tuttavia, sembra che quest’arma non fosse abbastanza resistente per trapassare il metallo delle armature.

Un reziario noto

Oltre che per le molte pitture e bassorilievi custoditi nei musei, molti conoscono la figura del reziario per via dei film. In particolare, nel film di Spartacus, uno dei migliori kolossal storici, uscito nel 1960. In una delle scene più significative, nonché drammatico, il trace protagonista del film, si ritrova a combattere, per il divertimento di due senatori, contro Draba, un gigante africano, armato di tridente, che alla fine del duello batté il trace ma, invece di trapassarlo con la sua arma, lo risparmia e si avventa contro il pubblico, venendo ucciso.

Dopo la sua morte, il corpo di Draba viene appeso a testa in giù, davanti alle celle degli schiavi che vengono addestrati per diventare gladiatori, come monito. Ma in realtà la sua morte è uno dei motivi che spinge gli schiavi, soprattutto Spartaco, a ribellarsi. Sebbene la sua comparsa nel film sia stata breve, sembra che sia proprio Draba, con il suo gesto, a rammentare a Spartaco e agli altri schiavi che sono sempre degli esseri umani, nati liberi e dotati di libero arbitrio.

Claudia