Grecia: nuove proposte per evitare disastro

5 years ago

tsiprasLa situazione resta più complessa che mai: la Grecia è ad un passo dall’uscire dall’euro, opzione che diventerà inevitabile se non si dovesse trovare un accordo entro domenica. In queste ore il governo di Tsipras ha presentato,  all’Eurogruppo, un nuovo piano da 12 miliardi.  Quello che molti ormai si chiedono è se non sia troppo tardi, se questi pochi giorni siano sufficienti a ribaltare una trattativa in stallo da mesi.

Sul piatto della bilancia c’è il futuro dell’eurozona perchè, è bene dire le cose come stanno, nessuno sa quali possano essere gli effetti di una Grexit in quanto parliamo di un’ipotesi che non si è mai verificata.

Vediamo quali sono le misure proposte da Atene. Per prima cosa vi è l’abolizione dello sconto Iva alle isole entro il 2016. Poi troviamo l’aliquota aumentata al 23% per ristoranti e catering, e per gli alberghi al 13%. Da sottolineare anche l’importante programma di tagli sul sistema pensionistico che dovrebbe provocare un risparmio tra lo 0,25-0,50% del pil nel corso di quest’anno e salire all’1% a partire dal 2016.

La Grecia chiede ai creditori, in cambio di questi aggiustamenti di bilancio, 53,5 miliardi per poter far fronte ai prestiti in scadenza da qui  a giugno del 2018. Un’altra richiesta importante fatta da Atene è quella relativa all’obiettivo primario di un surplus per i prossimi 4 anni che il governo Tsipras vorrebbe fosse rivisto e corretto.

A questo punto non sappiamo se le misure di Atene saranno sufficienti ad evitare il default così come non sappiamo quale sia la volontà dei paesi europei che, fino ad oggi, sono sembrati molto preoccupati a salvaguardare i propri interessi personali piuttosto che quelli dell’eurozona, non capendo che, forse, sarebbe stato molto più produttivo per tutti fare diversamente.

Quello che è certo è che se un’intesa si troverà sarà fatta a tempo scaduto. Ancora una volta l’Europa brilla per mancanza di unità e per l’incapacità di vedere oltre il proprio naso. Peccato, perchè in un momento storico tanto difficile ci sarebbe bisogno, al contrario, di un’europa forte e unita.

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