I magi: chi erano e come si chiamavano

3 months ago

I tre re magi fanno ormai parte dell’iconografia cristiana, nonché del presepe natalizio (sia quello allestito che quello vivente), ma chi erano veramente? Come si chiamavano? Da dove venivano? Perché sono così importanti.

I re magi nel Vangeli

Nei Vangeli canonici, la presenza dei re magi, alla nascita di Gesù, viene riportato in quello di Matteo, che secondo il racconto arrivano dapprima a Gerusalemme, alla corte di Erode, sicuri di trovare lì il bambino, per poi seguire di nuovo la stella, che li condusse a Betlemme. Al ritorno, avvertiti da un angelo, non fanno ritorno dallo spietato re, che gli aveva detto di voler adorare anche lui il bambino, ma seguono un altra strada, e di loro non si hanno più notizie.

Non si hanno molte informazioni su di loro, nemmeno il loro numero preciso. Si ipotizza che fossero tre, per via dei doni che portarono a Gesù, ovvero l’oro, l’incenso e la mirra.

Sono presenti anche nei Vangeli apocrifi, ed in base ad essi, si può anche azzardare l’ipotesi che fossero originari della Siria e seguaci del Mazdeismo, che preannunciava la nascita del Portatore di Luce, che avrebbe sconfitto il male.

Nel corso dei secoli, sono stati fatte varie ipotesi sulla loro provenienza, e sul luogo della loro sepoltura. Oggi, quest’ultima si colloca nell’arca del duomo di Colonia, dove Federico Barbarossa le avrebbe fatte trasportare da Milano.

I loro nomi ed altre curiosità

I nomi dei magi e la loro provenienza, sono riportati nel Vangelo (apocrifo) dell’Infanzia Armeno, e sono, rispettivamente:

  • Melchiorre, versione italianizzata dell’ebraico Melki’or, che significa “Dio è luce”, secondo il suddetto Vangelo è originario della Persia;

  • Baldassare, dall’assiro Balthasar, che significa “Dio protegge la sua vita”, si diceva che fosse un re indiano;

  • Gasparre, il cui nome deriva dal Gaspar persiano, che significa “ispettore del tesoro”, sembrava un re dei paesi arabi.

Oltre ad essere re, questi magi ricoprivano anche ruoli di sacerdoti (cosa abbastanza frequente nel mondo antico), nonché di sapienti, che possedevano conoscenze non accessibili a tutti, comprese quelle astronomiche.

Essi ricoprono un ruolo importante, per via dei doni che portano a Gesù: l’oro, che simboleggia la sua regalità e la sua divinità, l’incenso, per il suo sacerdozio, e la mirra, simbolo di immortalità, che sarebbe servito per conservare il suo corpo dopo la morte.

La loro ricorrenza, ricade il 6 gennaio, ed in molti paesi d’Europa, sono loro a portare dei doni ai bambini (ruolo che in Italia è ricoperto dalla Befana), perché tramite il loro gesto verso Gesù, rientrano nella categoria dei “portatori di doni”, nelle festività come il Natale.

Molti sono i film e i romanzi dedicati a queste figure. Si può citare, tra questi, Il quarto re, in cui questi tre re magi, dotati di poteri eccezionali e proveniente da luoghi diversi, si incontrano, e si fanno guidare fino Betlemme da un giovane apicoltore, Alazhar. Quest’ultimo, oltre a guidarli, li aiuterà anche a superare le difficoltà riscontrate durante il viaggio, che il “Maligno” cercava in tutti i modi di interrompere. Così facendo, Alazhar si guadagna il titolo di “quarto re”.

Claudia