Il poeta greco autore di elegie, Focilide: chi era, la sua vita e le sue opere

2 months ago

Forse non tutti conoscono il nome di Focilide, ma gli si attribuiscono diverse elegie, brevi e da un contenuto morale, ma si sa comunque molto poco di lui. Per saperne di più, si può continuare a leggere l’articolo.

La sua biografia

Non si sa molto della vita di Focilide se non che è nato a Mileto, nel VI secolo a.C., e si può collocare la sua maturità poetica attorno al 544-541 a.C. Dall’epoca e dalle sue opere si può ritenere contemporaneo di Teognide ed Esiodio, tanto è che vero che Isocrate lo ha citato come uno dei suoi migliori consiglieri.

Sembra che molti dei suoi componimenti siano stati citati da Platone ed Aristotele, e Dione Crisostomo ed Ateneo di Naucrati lo hanno associato a Teognide.

Le sue opere

Delle opere di Focilide, che si possono classificare in capitoli, massime ed incintazioni, rimangono solo diciotto frammenti, in sedici esametri e due di un metro elegiaco. A differenza di quelli di Teognide, sempre che i suoi esametri non venivano cantanti con dei sottofondi di flauti, ma recitati.

Tra i suoi frammenti, Focilide cita la distruzione di Ninive (612 a.C.), i cui toni si avvicinavano a quelli di Esiodo. Altri, invece, somigliano a quelli di Teognide, per i suoi contenuti.

Focilide, inoltre, ricalcando Esidio, affronta argomenti come la giustizia, che nelle sue opere viene esaltata, o l’agricoltura, che si raccomanda come metodo migliori per arricchirsi. Nel secondo dei suoi frammenti, non si possono non notare degli spunti di misoginia, che potrebbero aver contribuito a sviluppare la satira di Semonide Amorgino contro le donne. Il suo sedicesimo frammento, invece, riguarda la credenza di buoni “geni”, che si preoccupano di difendere gli uomini da tutti i mali.

Ma la maggior parte delle sue elegie, riguardano più sentenze dai toni politici, come questi:

  • “a che vale la nobiltà senza senno ed eloquenza?”;
  • “molti hanno imponenza d’aspetto e spocchia nel camminare, ma poco cervello in testa”.

Nel tredicesimo frammento, in particolare, il poeta greco si sofferma sul clima del simposio, un ambiente maschile ed aristocratico, nel quale gli uomini bevevano, scherzavano e giocavano, ma potevano anche conversare amabilmente, con queste parole: “è bello, nel simposio, mentre le coppe girano, star seduti a bere vino, conversando piacevolmente”.

Alcuni aforismi

Qui, si possono leggere altri aforismi tratti dalle opere del poeta di Mileto, ovvero:

  • Non prendere decisioni fintanto che non hai ascoltato entrambe le parti;
  • Entrambi sono ladri, sia chi ha ricevuto, sia chi ha rubato, e sia questa che la precedente possono riferirsi al tema della giustizia;
  • È con il lavoro che si paga la propria dignità umana, frase che può ricordare quella di Charles Darwin, “il lavoro nobilita l’uomo”;
  • Occorre un saggio per riconoscere un saggio;
  • Conserva la moderazione, anche nei sacrifici che offri a Dio;
  • Dio ha distribuito armi a tutto ciò che esiste: ha dato ali all’uccello, zanne al leone, corna al toro, pungiglione all’ape; all’uomo ha dato la ragio­ne;
  • Nessuno può essere definito felice prima che sia morto.

Claudia