Jacques Lacan psicanalista e filosofo francese: la sua storia, le sue teorie ed altre curiosità

5 months ago

Jacques Lacan venne definito, assieme a Freud, come uno degli psicoanalisti più controversi del Novecento, visto le sue idee rivoluzione del campo della psicanalisi e non, il che lo pose accanto ad altri pensatori dell’epoca. Per saperne di più sia sulle sue teorie che sulla sua vita, si può continuare a leggere questa pagina.

La sua vita

Lacan nacque a Parigi, nel 1901, e frequentò il Jesuit Collège Stanislas, un istituto cattolico della città natale, i cui allievi frequentavano, in seguito le migliori scuole francesi. Dopo il diploma, si iscrisse alla scuola di Medicina, dedicandosi in seguito alla psichiatria, in cui prese la laurea nel 1932.

Dopo la laurea, divenne allievo di Kojève, che lo mise in contatto con i più grandi filosofi ed artisti del tempo, come Lévi-Strauss, Heidegger, Bataille ed un gruppo di surrealisti, che a loro volta erano influenzati dalle teorie della psicoanalisi. Per quanto riguarda la politica, partecipò spesso  agli incontri dell’Action Francaise, dal quale si distaccò quando i suoi membri cominciarono a collaborare con i nazisti, in quanto contrastava con la visione religiosa di Lacan, che anche se era ateo, rispettava il credo della madre, fervente cattolico, e del fratello, un monaco benedettino.

La sua teoria più importante la presentò nel 1936, ampliata poi nel 1929, e da allora che Lacan cominciò a destare interessi da parte del pubblico. Nel corso degli anni, comincia a interessarsi anche alla filosofia e all’antropologia strutturale. Tra il 1953 ed il 1980 tiene settimanalmente seminari all’ospedale di Sainte Anne, ed infine, muore nel settembre del 1981, sempre a Parigi.

Il pensiero e le teorie di Lacan

Come è già stato accennato, Lacan presentò nel 1936 la sua teoria più importante, definita “stadio dello specchio“. Nello studio pubblicato, lo psicoanalista francese faceva riferimento all’osservazione di neonati, dai sei ai diciotto mesi che, guardandosi allo specchio, riconoscevano la propria immagine. Una tale fase, secondo Lacan, era da considerare come, nella mente infantile, inziava a svilupparsi l’Io.

Il riconoscersi allo specchio, di conseguenza, comportava definire anche le proprie caratteristiche fisiche, separando il soggetto dalla madre, e stabilendo un contatto con il mondo esterno. Nel vedersi allo specchio, il bambino identifica se stesso come un “duplicato”, e il ruolo di “doppio” lo distacca dagli adulti.

Per Lacan non c’era psicoanalisi senza scienza, ma le due si scontrano inevitabilmente su un punto: lascienza non tratta un soggetto nuovo, senza alcuna rappresentazione, al contratrio della psicoanalisi. Il metodo scientifico, poteva permettere che la psicoanalisi non si riducesse a una sorta di mistica o di filosofia. Per questo, nelle sue teorie mette la struttura dell’inconscio in pararello a quello del sapere e del linguaggio.

Una piccola curiosità: nel 1966 Lacan parla alla radio di Lewis Carroll, il cui libro più famoso, Alice nel paese delle meraviglie, prova tante verità, e sono evidenti la triade strutturale importanti per la condizione dell’essere umano, ovvero il reale, l’immaginario ed il simbolico. In questo testo si evidenziano due aspetti della personalità di Carroll: la sua genialità come matematico e le sue capacità di sognatore.

Claudia