Perché le donne amano così tanto i gatti?

4 months ago

Si dice che il cane sia il miglior amico dell’uomo, e c’è chi ritiene che il gatto sia il migliore amico delle donne. Sembra, infatti, che da sempre questi animali suscitino più simpatie da parte delle donne. Basta pensare a Natalia Aspesi, Gabriella Carlucci, Ivana Spagna, Licia Colò, Anna Falchi e Paola Barale che ne hanno diversi, e molte li amano sia da bambini. Ma perché questi felini suscitano tanto fascino nel genere femmine?

L’amore per i gatti

Statisticamente, risulta che ad avere più gatti domestici siano le donne che gli uomini. Ma come mai? Secondo Sigmund Freud il gatto è un simbolo di narcisismo, della donna che si piace e si vuole bene, e per questo risulta più amabile a seducente. E’ ovvio, tuttavia, che non può essere questa l’unica ragione. Molte donne, infatti, alla domanda “perché amano i gatti?” rispondono, in molti casi, che li trovano morbidi, sexy, intelligenti, capricciosi, come se fossero una sintesi della femminilità, insomma.

Giorgio Celli (1935-2011), docente di entomologia e scrittore, che scrisse una decina di libri sui gatti (e ne aveva di suoi), sosteneva che erano dei seduttori nati, che conquistavano gli altri strusciandosi a loro, come per fare una carezza.

Nell’antico Egitto, si sa, questi animali erano sacri, e la dea Bastet (che i greci identificavano come Artemide) veniva raffigurata con una testa di gatto, e già qui si può vedere una connessione tra questi animali e la donna. Nel Medioevo, purtroppo, proprio per il portamento e la capacità di muoversi di notte grazie alla sua vista, veniva identificato come un servo del diavolo, proprio come alcune donne, che venivano bollate come streghe.

Cosa hanno detto di loro

Divulgarsi tra il rapporto del gatto e della donna, nel corso dei secoli, sarebbe lungo, ma si possono citare alcune frasi di donne famosi su questi animali, per avere un’idea più ampia dell’amore delle donne per i felici. Come queste:

  • “Tutto l’amore che nutro per i miei gatti mi ritorna centuplicato”, frase di Pam Johnson;
  • “Il tempo trascorso con un gatto non è mai sprecato” diceva la celebra scrittrice e attrice francese Colette;
  • “Li amo, sono così carini ed egoisti. I cani sono troppo buoni e altruisti. Mi fanno sentire a disagio. Ma i gatti sono gloriosamente umani”, disse Lucy Maud Montogomery, autrice di Anna dai capelli rossi;
  • “Il gatto è soprattutto un drammaturgo”, diceva Margaret Benson, egittologa ed autrice inglese vissuta tra la seconda metà dell’Ottocento e gli inizi del Novecento;
  • “Un gatto non vuole che tutto il mondo lo ami, solo quelli che lui ha scelto di amare”, sosteneva Helen Thompson, moglie del giocatore di baseball Billy Sunday che alla fine della sua vita divenne un oratrice evangelista;
  • “Avere un gatto è l’unico modo tollerabile di essere soli in due”, disse Gianna Manzini, scrittrice italiana scomparsa nel 1974;
  • “Impossibile guardare un gatto che dorme e sentirsi nervosi”, frase detta da Jane Pauley, giornalista americana;
  • “I gatti neri mi portano fortuna. Io rallento sempre perché mi attraversino la strada”, ha detto Ilary Blasi.

Claudia