“Philomena, una storia vera” di Martin Sixsmith: recensione

4 years ago

philomena_lee“Quando mi hanno chiesto di interpretare il ruolo di Philomena nel meraviglioso film di Stephen Frears, ho riflettuto sul mio personale retaggio irlandese. Mia madre era irlandese,nata a Dublino… E’ terribile e davvero scandaloso. Spero, quindi, che la ricerca eroica di Philomena e il suo coraggio nel permettere che la sua storia fosse raccontata porterà conforto a tutti quelli che hanno subito un destino simile”.

E’ questo un tratto saliente della prefazione di Judi Dench, che ha impersonato Philomene al cinema.

Questa è la storia di Philomena,una ragazzina quindicenne rimasta incinta del suo primo amore nell’Irlanda degli anni ’50, severa e bigotta che la considera ormai “una donna perduta” e per questo rinchiusa in un convento. Dopo un parto lungo e difficile, nasce un bel maschietto che lei chiamerà Anthony. Per tre anni si occuperà di lui fino a quando le suore, dietro un cospicuo compenso, danno il bambino  in adozione separando per sempre madre e figlio.

Philomena, penserà al figlio perduto ogni istante della sua vita, senza mai abbandonare il sogno di ritrovarlo un giorno.

Lo scrittore-giornalista, nel suo libro, affronta diverse tematiche scottanti: ipocrisie e soprusi in nome di una religione che in realtà non professa altro che amore, ma travisata, calpestata da persone senza scrupoli che per il loro tornaconto vendono bambini al miglior offerente.

“Philomena”, è una storia vera, ricca di emozioni, di amore, di ricerca, di sofferenza. Un amore inesauribile, che porterà due anime separate dalla nascita l’uno verso l’altra in un toccante ricongiungimento.

Redazione