Qual è la casata del Barbarossa? E la sua storia?

5 months ago

Tutti conoscono Federico I di Svevia, imperatore del Sacro Romano Impero, detto il Barbarossa, appartenente alla casata degli Hohenstaufen. Ma qual’è l’origine di questa famiglia? Come si estinse il loro nome?

La dinastia degli Hohenstaufen e la sua espansione

Il termine Hohenstaufen, che si traduce con “Alto Staufen”, era in origine il nome del castello della famiglia, costruito attorno al 1070, al centro di Württemberg (regione della Germania a sud-ovest). Il capostipite della famiglia, Federico di Büren (morto nel 1094), bisnonno di Federico Barbarossa.

Il loro stemma era uno scudo d’oro, con tre leoni passanti di colore nero, uno sull’altro, che rappresentavano il Ducato di Svevia, e che nel corso degli anni subì della variazioni, per quanto riguardava i colori e le figure.

Dalla fine dell’XI secolo fino alla seconda metà del XIII, gli Hohenstaufen espansero il loro dominio dalla Germania fino alla Sicilia, ed oltre al Barbarossa, vantano una lunga discendenza. Tra i vari componenti di questa famiglia si possono citare anche Enrico VI, che ottenne la corona di Sicilia grazie al suo matrimonio con Costanza d’Altavilla, suo figlio Federico II, proclamato re a soli quattro anni e che ottenne la restituzione di Gerusalemme.

Molte vicende di questa famiglia, soprattutto quelle di Federico II e di suo figlio Corrado, sono state riportate nel Codice fridericiano di Innsbruck, un manoscritto medioevale, in gotico, che comprende all’incirca duecento documenti.

Come si estinse il nome

La dinastia degli Hohenstaufen, o perlomeno il loro nome, si estinse con Corradino di Svevia, duca dell’omonima regione, e re di Sicilia e Gerusalemme. Unico figlio di Corrado IV ed Elisabetta di Baviera, come Federico II divenne re molto giovane, alla morte del padre, avvenuta quando aveva solo due anni. Nemico di Carlo d’Angiò, venne sconfitto nel 1268 da quest’ultimo, e decapitato dopo la sua cattura nell’ottobre dello stesso anno.

L’ultimo regnante degli Hohenstaufen ebbe solo una figlia, Attilda von Hohenstaufen, che venne data in moglie al barone di Frasano e Brienne, Milite Pietro Luca de Perregrino, al quale diede un figlio, Giacomo.

Il cognome si estinse, ma la casata dei duchi di Sveva può vantare molti discenti, sparsi per tutte le corti europee, grazie ai matrimoni delle eredi femmine.

Gli Hohenstaufen nella letteratura

Di sicuro le gesta di molti rappresentanti della casa degli Hohenstaufen, nel corso dei secoli, vennero citati nella letteratura, e non solo nelle biografie o volumi di storia. Già Dante, nel ventottesimo canto de l’Inferno, accennò alla Battaglia di Tagliacozzo, ovvero la battaglia finale tra Corradino di Svevia e Carlo d’Angiò.

La figura di Federico Barbarossa venne usata anche da Umberto Eco, nel suo Baudolino, che vede come protagonista un giovane che viene adottato proprio dall’imperatore, e Carla Maria Russo, nel suo romanzo La sposa normanna, narra le vicende di Costanza d’Altavilla, protagonista e voce narrante della storia, dal suo matrimonio con Enrico di Svevia fino alla sua morte, avvenuta nel 1197.

Claudia