Secondi di pesce toscani: quali sono i più buoni e richiesti

5 months ago

La cucina toscana si caratterizza per le tradizioni legate ad usanze che possono risalire al popolo etrusco, per i suoi gusti semplici. Tra gli ingredienti più semplici e caratteristici, nonché antichi, c’è ovviamente il pesce. In questo articolo viene riportato una delle ricette più note, il caciucco alla livornese, il baccalà alla fiorentina e i calamari in zimino.

Il caciucco alla livornese

Per quattro o sei persone, occorrono sei etti di pesce per zuppa ed otto etti di palombo, da pulire, lavare e tritare insieme ad una cipolla, una carote, una costa di sedano, rosolandoli in abbondante olio. A parte si fa imbiondire una cipolla, si aggiungono un chilo di molluschi misti, tra sei cicale di mare, polpi e seppie, tagliati a pezzetti. Si fanno soffriggre pochi minuti e si versa un bicchiere di Chianti.

Dopo dieci minuti, si aggiungono cinque etti di pomodoro, privati dei semi e tagliati a dadini. A questo punto si alza il fuoco e si aggiunge qualche mestolo di brodo vegetale.

Passati venti minuti, si passa il pesce al setaccio per poi rimetterli sul fuoco. A parte, si aggiunge al passato di pesce i molluschi. Si può allungare con dell’acqua o del brodo, si aggiunge il sale e si aromatizza con un peperoncino piccanti. Dopo un’altra ventina di minuti, si può spegnere il fuoco ed unire un ciuffo di prezzemolo tritato.

Se il caciucco è troppo brodoso, si può servire in ciotole, nel quale si sistema una fetta di pane abbrustolito, sfregato anche con aglio.

Il baccalà alla fiorentina

Per preparare un baccalà alla fiorentina, per quattro persone, si devono pulire otto etti di baccalà, ben ammollato e tagliato a pezzi. In un tegame di terracotta, si mette dell’olio e due o tre spicchio d’aglio schiacciati. Una volta che l’aglio prenderà colore, si aggiungeranno i pezzi di baccalà infarinati.

Si fanno rosolare bene i pezzi di baccalà, su entrambi i lati, per poi condirli cone pepe nero macinato, completando un bicchiere di salsa di pomdoro, leggermente salati, ed il sugo si lascia addensare. Si serve con un poco di prezzemolo tritato.

Calamari in zimino

Per quattro persone, si devono prendere cinque etti di calamari, da lavare e tagliare il sacco a strisce, ed i tentacoli a pezzetti, e si mondano e si lavano otto etti erbe spontanee miste, tagliuzzate.

Si trita una cipolla e la si mette a soffriggere in un tegame di coccio con l’olio. Quando sarò dorata, vi si fanno appassire le erbe, mescoladno bene. Si aggiungono i calamari e tre etti di pomodori pelati e schiacciati con i rebbi di una forchetta.

Si aggiusta di sale e pepe, e si compre il tegame, cuocendo a fiamma bassa per venti o venticinque minuti, mescolando, e nel caso che il sugo si addensi troppo, si può aggiungere un poco d’acqua. Al momento di servire, si irrora con olio a crudo.

Queste riportate, sono soltanto alcune delle varianti che si possono trovare degli stessi piatti, ma ce ne sono molte altre, nei ricettari e nei siti internet. E di certo, si possono trovare molte altri secondi toscani di mare.

Claudia