Soppressione Corpo forestale dello Stato: perché? Le ultime notizie sulla legge e l’udienza

1 month ago

Il Corpo forestale dello Stato è una forza di polizia specializzata nella sicurezza e nella difesa del patrimonio agro-forestale, alle dipendenza del Ministero delle politiche agricoli alimentari e forestali, ma nel 2019 potrebbe venire assorbito come un’altra forza di polizia, in seguito alla riforma Madia del 2015.

La storia del corpo forestale

Il Corpo forestale fu fondato nel 1822, per atto ufficiale del re Carlo Felice di Savoia, sotto il nome di “Amministrazione forestale per la custodia e la tutela dei boschi” del Regno di Sardegna. La prima vera legge forestale, invece, fu promulgata nel 1877, e nel 1910 venne formato il Corpo reale delle foreste.

Durante il primo conflitto mondiale, il corpo fu impiegato all’interno del Regio Esercito, per poi essere soppresso nel 1926, e venne costituita la Milizia nazionale forestale, per poi diventare, dopo il secondo conflitto, il Corpo forestale dello Stato. Con la nuova legge del 2004, il corpo fu dotato di un nuovo ordinamento, che gli conferiva il titolo di forza di polizia dello Stato, specializzato nella difesa e nella tutela dell’ambiente agro-forestale dello Stato.

Il corpo forestale è suddiviso in diversi nuclei operativi, come quello antibracconaggio ed investigativo antincedio boschivo, e comprende vari servizi, come quello cinofilo, che ha il compito di ricercare persone travolte da macerie o detriti.

La riforma Madia e la soppressione del Corpo

Nel 2015, il parlamento approvò il disegno di legge Madia, che prevedeva una nuova riorganizzazione delle istituzioni pubbliche. In questo nuovo disegno, il Corpo forestale dello Stato in una delle forze di polizia. Nell’Arma, dei carabinieri, nel 2016, il corpo viene riorganizzato sotto il nome di “Comando per la tutela forestale, ambientale ed agroalimentare”.

Nel corso degli ultimi anni, al Tar sono stati presentati ben ventuno ricorsi, fino al 2017, tutti vinti, e che sono costati allo Stato 53,000 euro, tra spese legali e risarcimenti.

La fase transitoria della legge, si concluse nel 2017, e secondo l’articolo 12 del decreto, il Corpo Forestale doveva essere distribuito all’interno dell’Arma dei Carabinieri, al Corpo della Guardia di Finanza (trasferiti nel Servizio di Soccorso alpino forestale), al Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco (nei centri operativi antincendio boschivo), alla Polizia di Stato e al Ministero delle politiche agricole.

Il 19 marzo del 2019, per decisione del presidente della Corte Costituzionale, verrà discusso ulteriormente, alla Consulta, la legittimità della soppressione del Corpo Forestale dello Stato, ed il suo definitivo assorbimento nelle altre forze dell’ordine. A difendere gli ex membri del Corpo, ci sarà l’avvocato Egidio Lizza.

In sostanza, il futuro del Corpo Forestale dello Stato è ancora incerto, e forse verrà comunque ripristinato, visto che i tentativi di incorporarlo nei diversi reparti sopracitati non sembra andato a buon fine, senza contare il numero di ricorsi e i risarcimenti che lo Stato ha dovuto versare.

Claudia