Turbativa d’asta: che cos’è? Come viene punita?

4 months ago

Secondo l’articolo 353 del codice penale, la turbativa d’asta è il comportamento volontario che impedisce o turba, in qualche modo, le gare dei pubblici incanti, sia a discapito che delle pubbliche amministrazioni che a chi partecipa. Ma che cos’è, di preciso? E come viene punita dalla legge?

Che cos’è il reato di turbativa d’asta

Nota anche come turbata libertà degli incanti,  si definisce reato di turbata d’asta l’impedimento di una gara d’appalto, con mezzi poco leciti, che va a danno degli offerenti e/o dei partecipanti. I suddetti “mezzi illeciti” possono consistere in minacce, frodi, promesse o allontanamento ed impedimento fisico dei partecipanti all’asta. Tra questi mezzi, sono inclusi anche la “promessa dei doni”, che può essere generi o astratta, ma che comprenda requisiti precisi e concreti, e siano proporzionati all’azione persuasiva.

La situazione, tuttavia, è molto complessa per quanto riguarda gli appalti pubblici. Infatti, gli imprenditori, negli appalti privati, potrebbero anche accordarsi in privato sul prezzo del bene in questione, ma per la sfera pubblica le norme che regolano le aste sono più rigide. La gara o pubblico incanto, è un’asta giudiziaria, che si tiene dinanzi ad un giudice, in sale pubbliche, ed il prezzo del bene in questo si rialza. Se uno degli offerenti si accorda con altri preventivamente, si rientra nell’ambito della frode, per questo le aste pubbliche di aprono a più offerenti possibili, in modo da evitare speculazioni che possono andare a discapito della qualità della struttura o dei servizi in questione.

E’ bene, quindi, prima di un’asta, che i funzionari si informino sulle imprese o i soggetti che partecipano, in modo da prevenire la turbativa d’asta, avvalendosi anche di consulenti e garanti del settore. Se si sospettano degli illeciti, la gara d’appalto può venire sospesa.

Le penalità

La norma 353 del codice penale stabilisce che chiunque minaccia, usa violenza e corrompe per garantirsi l’appalto, macchiandosi del reato di turbativa d’asta, viene punito con la reclusione dai sei mesi ai cinque anni, a cui viene aggiunta anche una multa che va dai 103 ai 1032 euro. Se il colpevole, dovesse essere una delle autorità agli incanti o un funzionario di legge, la sua reclusione può durare da uno a cinque, con una multa che tocca di un minimo di 516 ed un massimo di 2065 euro.

C’è da dire che questo reato, non si può certo definire “infrequente” in Italia ed in Europa. Ad esempio, nel febbraio 2019, dalla Guardia di Finanza e dai carabinieri di Salerno, hanno mandato delle ordinanze ad un noto imprenditore, Gianluca La Marca, titolare di un caseificio ad Eboli, per turbativa d’asta aggravata al metodo mafioso, oltre a mandati per corruzione e detenzione illegali di armi da sparo clandestine. In passato, questo imprenditore è stato un collaboratore di giustizia, affiliato alla camorra.

Claudia