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Annibale: storia e curiosità sul più grande nemico di Roma

Uno dei più grandi nemici dell’antica Roma è senza ombra di dubbio Annibale Barca, figlio del generale Amilcare Barca nonché fratello maggiore di Asdrubale Barca, nato nel 247 avanti Cristo nella città di Cartagine. Quando Cartagine iniziò gli scontri contro Roma, che stava man mano gettando le basi per diventare la potenza che tutti conosciamo, Annibale era solamente un bambino.

Ed è sempre in questo periodo che si combatté la Prima guerra punica e in cui Cartagine venne sconfitta dai Romani. Proprio per questo motivo, fin dall’infanzia, Annibale fu educato all’odio nei confronti dell’avversario più temibile, Roma.

Ascesa militare di Annibale

Proprio grazie all’educazione militare e soprattutto all’astio nei confronti della potente Roma, Annibale arrivò nel 219 avanti Cristo a conquistare la città iberica di Sagunto, una città molto importante con cui i romani avevano stretto dei rapporti molto importanti di amicizia ed economia. L’intento di Annibale era proprio quello di provocare Roma per poi sfidarla e sconfiggerla.

Il 218 fu l’anno dell’inizio della Seconda Guerra Punica dove Annibale riuscì a sfuggire all’esercito romano che era stato inviato proprio per bloccarlo nella Gallia. Valicò le Alpi grazie agli elefanti con circa 70000 uomini e nonostante la marcia massacrante e le grandi perdite umane, Annibale riuscì nel suo intento, ovvero raggiungere la Pianura Padana.

Proprio qui, grazie anche all’appoggio dei Galli, riuscì a sconfiggere i romani in due importanti battaglie, quella presso il Ticino e presso il fiume Trebbia. Annibale riuscì ad avanzare fino ad arrivare al Lago Trasimeno nel 217 avanti Cristo, dove infisse una terza pesante sconfitta nei confronti dei suoi avversari.

La situazione per Roma stava diventando davvero molto complicata e quindi si decise di eleggere il dittatore Quinto Fabio Massimo detto “il temporeggiatore” proprio per la sua tattica più che di azione, di logoramento nei confronti del nemico contro cui faceva semplicemente piccole azioni di guerriglia, che avevano lo scopo di disturbare rifornimenti e marcia. Scaduto però il semestre di Quinto Fabio Massimo ecco che ripreso il potere i sostenitori dello scontro aperto con Annibale.

Ma nel 216 avanti Cristo ecco che l’esercito romano con al comando Lucio Emilio Paolo e Terenzio Varrone subì una nuova pesantissima sconfitta in Puglia, nella città di Canne, per questo oggi conosciuta come Canne della Battaglia. Questa è senza dubbio una delle peggiori sconfitte di Roma dove perse 40000 uomini tra cui proprio lo stesso console Lucio Emilio Paolo che morì durante lo scontro.

La tattica di Annibale e l’epilogo

Nel 211 avanti Cristo Capua, dove Annibale aveva trascorso gli ultimi cinque anni e che aveva trasformato nel suo quartier generale trovando appoggio contro Roma, venne completamente rasa al suolo dai Romani e quindi fu costretto a ritirarsi più a sud. Nell’anno seguente arriva sulla scena politica Publio Cornelio Scipione, il comandante dell’esercito di Spagna, che espulse completamente i cartaginesi.

Dalla Spagna Scipione convinse il Senato a muovere guerra proprio in Africa, dove si trovava Cartagine e nel 203 avanti Cristo, grazie anche all’aiuto di Massinissa il re della Numidia, riuscì a sbarcare non distante dalla capitale cartaginese e quindi a richiamare di fatto Annibale in patria per andare a difendere i propri confini dall’invasore Romano. La vittoria definitiva su Annibale Barca avvenne a Zama nel 202 avanti Cristo con una pesantissima sconfitta a danno dei cartaginesi, che mise di fatto fine alle guerre puniche.