Btp e yuan, segnali contrastanti per una Piazza Affari tendenzialmente positiva

btpitaliaSegnali confortanti quelli che provengono dalla Borsa italiana, in particolar dalla piazza affari di Milano. Stando a quanto rilevato nelle ultime ore, Mps sale del 2,7% dopo la promozione, ad opera della BCE, relativa al processo di revisione e valutazione prudenziale. Un riconoscimento di assoluto spessore capace di collocare i successivi acquisti azionari appartenenti al gruppo su gradini di eccellenza finanziaria a dir poco vantaggiosa. Restano comunque alcune richieste, da parte di Francoforte, sulla natura della distribuzione dei dividendi, le iniziative sui crediti non performing e di ristrutturazione, incluse le aggregazioni. Una supervisione a tutto tondo, quindi, per evitare di lasciare insoluta qualche spinosa questione.

Per quanto riguarda il tasso Btp a cinque anni, invece, si è verificato un pesante ribasso che ha consentito di venderlo a 2,5 miliardi di euro e allo 0,37%. Il mercato obbligazionario, da par suo, si è concentrato sull’applicazione di misure forti, sollecitate dalla BCE, nei confronti dei rendimenti a tre e cinque anni della stessa Btp, mentre il titolo tedesco che compone il quadro completo dello spread scende al di sotto dello 0-20%, rendendo così impossibile l’acquisizione, da parte della BCE, del quantitative easing. Lo Spread-Btp resta, quindi, su livelli minimi, così come ormai accade da diverso tempo.

Spostando l’attenzione alla zona cinese, spicca il provvedimento delle autorità nazionali riguardanti il divieto per i broker di utilizzare derivati da destinare al trading. Una misura cautelare, che però cozza con il tonfo della Borsa di Shanghai (-5,48%) legato al crollo dell’indice di riferimento, posizionato su materie prime, yuan e vendite tra i finanziari. Ad ogni modo, c’è da dire che questo valore negativo può rappresentare un piccolo risultato per la lotta alla corruzione finanziaria, il cui giro di vite e di affari e pari a quello della parte sana dell’industria economico-finanziaria del paese.

Tornando al Vecchio Continente, spicca il ribassamento dell’euro, un cambiamento lieve se si considera lo standard minimo su cui staziona da all’incirca sette mesi. Tuttavia, l’euro recupera terreno verso il dollaro americano, e si colloca in una posizione di assoluto vantaggio per le proiezioni a venire; debole, invece, il confronto con lo yuan cinese.

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