La zattera della medusa: riassunto e analisi dell’opera

Uno dei quadri più famosi della storia e senza ombra di dubbio “La zattera della medusa” di Theodore Géricault. Questo dipinto rappresenta il drammatico naufragio della fregata che prendeva il nome di “Medusa”. Naufragio nel quale alcuni naufraghi furono costretti per poter sopravvivere a commettere delle azioni davvero tremende, tra le quali il cannibalismo.

La zattera della medusa.

La “zattera della medusa” è un dipinto che risale al 1818 – 1819 ad opera di Theodore Géricault, conservato oggi al museo del Louvre di Parigi. Questo è uno dei dipinti più conosciuti in assoluto proprio perché rappresenta un fatto storico drammatico davvero accaduto. Esso ne è la testimonianza ancor più amplificata dalla romanticità ed alla drammaticità del dipinto stesso. Dipinto che raffigura proprio il momento in cui i naufraghi si trovano su questa zattera alla deriva con una nave in avvicinamento.

Gli uomini vengono rappresentati stremati e sofferenti. Essi hanno terminato sia acqua, che cibo ed è proprio qui che avviene la rappresentazione del mondo e della drammaticità della situazione, quando anche l’umanità viene meno. Rimasti alla deriva senza cibo o acqua, i naufraghi rimasti decidono di cibarsi dei cadaveri dei compagni morti durante il naufragio stesso.

A sinistra del dipinto sono rappresentate due figure più isolate rispetto alle altre che non partecipano al climax della scena. Di fronte vengono rappresentati un padre anziano che difende in tutti i modi il corpo del figlio ormai morto degli altri naufraghi che vogliono provare a divorarlo per sopravvivere. Accanto a loro si osserva il cadavere di uno dei naufraghi di cui però rimane solamente il torace.

Il dipinto ha una drammaticità ancora più alimentata dai colori che si stagliano molto crudi contro un orizzonte invece più cupo, che rappresenta un mare increspato e un cielo ancora pieno di nubi nere. I corpi bianchi dei cadaveri si stagliano come a voler lacerare il dipinto stesso e opporsi alla drammaticità della situazione rappresentata.

Il fatto storico del naufragio

Per capire a fondo quest’opera e quindi analizzarla è importante contestualizzarla e quindi sapere a che fatto storico fa riferimento per poter riuscire ad avere un forte impatto emotivo sull’osservatore. La “meduse” era una fregata francese che venne varata nel luglio del 1810 e che nel 1816 rimase incagliata in Mauritania. Il naufragio venne causato dall’esperienza del Comandante. Egli dopo molti tentativi per disincagliare lo scafo, non riuscì nel suo intento e dunque con l’equipaggio abbandonò la nave.

Proprio in questo momento i passeggeri che non potevano essere trasportati sulle scialuppe, vennero abbandonati su una zattera trascinata poi dalle barche. Tuttavia questa zattera affondò molto presto e causò la rottura della cima che la teneva legata al gruppo. L’equipaggio dunque decise di abbandonare l’imbarcazione e moltissime persone morirono o si suicidarono non appena arrivò la notte.

Dopo ben 9 giorni su questa zattera, ecco che vi furono anche alcuni casi di cannibalismo e i superstiti vennero salvati solamente il 17 luglio del 1816. Nonostante il salvataggio, cinque di loro morirono durante la notte. Questo fu un fatto particolarmente scioccante poiché i giudici condannarono il capitano solamente a 2 anni di carcere e alla radiazione completa dal cosiddetto registro navale. Tuttavia per casi di questo tipo la legge prevedeva invece la pena di morte.