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Mirtazapina per insonnia: può davvero aiutare? In quali dosi assumerla?

La mirtazapina è un farmaco che appartiene alla grande classe degli antidepressivi serotoninergici e noradrenalinici specifici detti anche NassA e si differenzia dai cosiddetti DCA, in quanto la sua azione non agisce direttamente sui recettori che hanno il compito di recapitare la noradrenalina e serotonina, ma ha un’azione indiretta.

Per cosa viene utilizzata la mirtazapina?

In particolar modo questa tipologia di farmaco viene utilizzato per coloro che soffrono di depressione e che quindi possono addirittura arrivare a pensieri suicidari o ad alto autolesionismo. Fin dalle prime somministrazioni di questo farmaco, si notano moltissimo dei miglioramenti nei sintomi in coloro che soffrono di depressione ma è importante sorvegliare i pazienti per vedere effettivamente gli effetti.

La mirtazapina non viene utilizzata in pazienti invece affetti da schizofrenia, perché è stato osservato che può portare ad un peggioramento dei sintomi psicotici e deve essere interrotto se il paziente dovesse entrare nella cosiddetta fase maniacale. Questa tipologia di farmaco deve essere somministrato e tenuto sotto controllo per gli effetti collaterali più o meno frequenti che possono insorgere e che possono andare anche ad aggravare una situazione già di per se problematica, ma tuttavia possono anche avere gli effetti positivi non solamente per meccanismo di azione antidepressivo, ma anche per il sonno.

Attività per l’insonnia

In generale la mirtazapina e i farmaci di questo tipo sono dei calmanti e quindi dovrebbero facilitare il soggetto ad instaurare un equilibrio psichico più solido rispetto a prima e quindi anche a rilassarlo. Chiaramente il sonno è una componente fondamentale che può essere aiutato dalla mirtazapina, anche se tuttavia bisogna fare molta attenzione.

Se infatti il paziente non è in uno stato depressivo e quindi non è uno stato così grave, è forse preferibile evitare di utilizzare la mirtazapina come un rimedio contro l’insonnia poiché può in qualche modo funzionare inizialmente a dosi basse, ma può portare a dipendenza e di conseguenza è meglio utilizzare degli altri rimedi. In ogni caso il medico saprà indicare quale sarà la cura migliore per questo.

Le dosi consigliate non devono mai essere superate e si devono assolutamente seguire le indicazioni mediche. Non farlo porta in tutti casi ad una mancata efficacia di azione e ad un peggioramento, ma in casi come questo può essere ancora peggiore la risposta del paziente che magari va in sovradosaggio.

Farmaci antidepressivi come questi non devono mai essere sottovalutati ed è necessario che anche il medico sia consapevole dello stato psicofisico del soggetto in questione. Proprio per il fatto che in alcuni casi questo farmaco può andare ad interagire negativamente sul soggetto e anzi, può portare addirittura ad un peggioramento di altri sintomi come la schizofrenia, è necessario fare molta attenzione.

Il supporto psicologico, se già non è presente, è importante che venga fatto per evitare che il soggetto compia azioni negative per se stesso e per gli altri. Anche l’insonnia, quando combattuta con mirtazapina, deve essere di importante entità. Non bisogna sottovalutare un periodo di insonnia con una patologia più grave che può portare all’utilizzo di questo farmaco.