Mutui: facciamo il punto della situazione

mutuo casaNuovo record negativo per l’Italia: al momento i mutui che gli italiani sono costretti a pagare sono i più “salati” d’Europa. Circostanza, questa, che non scoraggia gli italiani dall’accensione di mutui: essi sono, infatti, sempre più in costante crescita. Colpa dei salari troppo bassi, colpa delle tasse alte da pagare che non rendono possibile l’accantonamento mensile del risparmio.

E così il mutuo per la prima casa diventa strumento irrinunciabile per chi vuole investire nel mattone e per chi vuole costruire una famiglia. Sono proprio loro, i mutui per la prima casa, ad essere in crescita. Le banche offrono una molteplicità di mutui per la prima casa: alcuni più convenienti, altri meno. Come capire, allora, se un mutuo è davvero conveniente?

Per prima cosa, bisogna dare un’occhiata al Taeg ed al montante. Cosa sono? Entrambi questi parametri rappresentano la somma reale che il cliente deve restituire alla banca che ha concesso il mutuo. Bisogna poi considerare la CPI (Credit Protecion Insurance), consigliata dalle banche ma non obbligatoria e, infine, la polizza scoppio e incendio che è diventata obbligatoria per il mutuatario.

Ebbene, prendendo in considerazione questi parametri, ad oggi, le banche che hanno offerte e condizioni più vantaggiose sono:  il Gruppo Cariparma Credit Agricolè che offre un tasso fisso del 2.66% per i primi due anni. Anche la Veneto Banca (con il 4.50%) e la Banca Popolare ( con il tasso fisso del 4.90%) hanno offerto condizioni vantaggiose ai loro clienti.

Per quanto riguarda i mutui a tasso variabile, possiamo citare: Unicredit Banca con il 2,72%, Intesa San Paolo con il 2.92%, Che Banca il 3.07% ed Ubi Banca il 3.12%. Per i mutui a tasso misto, invece, le migliori banche sono state: Banco Posta con il 3.67%, Intesa San Paolo con il 3.85%, la Ubi Banca con il 4.00% e la Webank il 3.92%.
La buona notizia è che le banche stanno facendo di tutto per garantire condizioni di mutuo migliori per i loro clienti. Queste migliorie, comunque, dovremo iniziarle a vedere dall’anno prossimo.