Serve davvero l’esercito a Napoli?

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In città dall’inizio dell’anno, si contano già una decina di omicidi, ma il sindaco de Magistris si è, però, detto contrario all’invio dell’esercito proposto dal ministro dell’Interno Angelino Alfano.

L’opinione pubblica si chiede, allora, se davvero sia necessario l’esercito a Napoli.

Gli esperti si dividono.

Chi si batte per il , sostiene che vista la situazione attuale della città, tergiversare sia da irresponsabili. Rifiutare i mille uomini inviati dal governo per alcuni è stato un grosso errore: si fa, poi, riferimento alla storia. Quella dei soldati che hanno risolto situazioni peggiori come il brigantaggio in Sardegna e sconfitto il terrorismo delle Brigate Rosse.

Vero è che esercito non è per forza sinonimo di guerra. Persone in più che sorvegliano i quartieri a rischio fanno sentire la presenza dello Stato e rendono i napoletani meno soli in balia della criminalità.

No afferma la controparte, più decisa che mai. L’esercito a Napoli è visto come una soluzione momentanea che non può risolvere alcun problema, appare più come un alibi per dire che il governo è intervenuto. Sarebbe opportuno, secondo loro, destinare questi fondi alle forze di polizia per potenziare le loro risorse.

In molti sostengono, inoltre, che invece di inviare militari, sia meglio creare delle strutture che aiutino i giovani ad abbandonare la vita di strada, rendendoli cittadini onesti e rispettosi delle leggi. Opportunità lavorative serie e reali sarebbero un’alternativa valida alla malavita. Nessun ragazzo nasce delinquente, nè a Napoli nè a Milano.