Soldi delle opere religiose investiti in un resort di lusso

slide_54Dopo le polemiche scatenate dalle parole dell’arcivescovo di Ferrara Luigi Negri, vicino a Comunione e Liberazione, un nuovo fronte di guerra sembra destinato a scatenarsi all’interno della Chiesa cattolica. A scatenare la battaglia potrebbe essere stavolta la vicenda che ha visto i soldi destinati alle opere religiose trasformarsi in resort di lusso sparsi tra l’Africa e il Medio Oriente.

Un fiume di denaro, circa 50 milioni di euro, affidati dai frati francescani a un faccendiere per pura speculazione, ad un tasso di interesse del 13,5 per cento. I responsabili del fattaccio sono statiinfatti messi sotto inchiesta dalla Procura di Milano e perquisiti, mentre le indagini sono in fase di svolgimento tra Italia e in Svizzera, con sequestri già eseguiti per 5 milioni di euro.

Il tutto sarebbe però partito da una denuncia dell’ordine francescano, dai vertici attuali della Casa Generalizia, della Provincia Lombarda e della Conferenza dei ministri provinciali dell’ordine. In parole povere, sarebbero proprio stati gli uomini vicini al Papa a denunciare l’ammanco di ben 49,5 milioni di euro dalle casse degli enti religiosi, mettendo in tal modo la procura di Milano sulle tracce degli indagati. Sotto inchiesta sono l’ex economo della curia generalizia dei frati minori, frate Giancarlo Lati, il suo omologo nella Provincia Lombarda, frate Renato Beretta, e quello della Conferenza dei ministri provinciali, frate Clemente Moriggi.

L’accusa elevata nei loro confronti  dai pubblici ministeri milanesi, Alessia Mele, Sergio Spadaro e Adriano Scuderi, è concorso in appropriazione indebita. I tre avrebbero provveduto a trasferire milioni di euro, non solo senza alcuna autorizzazione, ma anche violando le finalità religiose. Un trasferimento a beneficio di Leonida Rossi, un faccendiere nato in Italia e residente in Kenya, dietro la promessa di un ritorno del 13,5 per cento sulle somme in questione. L’accusa per Rossi, che si è suicidato nella sua villa, è l’impiego di denaro di provenienza illecita. L’operazione è iniziata nel 2007 e l’uomo non avrebbe mai restituito la gran parte dei soldi in questione.